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Pontedera

Il caso

«Rubati 400 cellulari dalla Ngm», in sette finiscono a processo: i nomi

«Rubati 400 cellulari dalla Ngm», in sette finiscono a processo: i nomi

Cascina, al centro del processo un autotrasportatore che avrebbe piazzato la merce

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CASCINA. Ci sono anche alcuni cascinesi coinvolti nella ricettazione di numerosi telefoni cellulari, oltre 400, rubati a Montopoli Valdarno dai magazzini dell’azienda “Ngm”. Furti avvenuti a più riprese dei quali è stato accusato un autotrasportatore, Vito Silvestre, 50 anni, originario di Grumo Nevano, in Campania. Insieme a lui, accusato del reato di furto aggravato, sono finiti a giudizio in sei, accusati di ricettazione, residenti a Cascina, Ponsacco, Santa Maria a Monte.

La ricostruzione

Le indagini dei carabinieri della compagnia di San Miniato, secondo la ricostruzione dell’altro ieri in tribunale, erano partite dall’autotrasportatore che, stando all’accusa, approfittando del suo ruolo, aveva rubato gli oltre 400 cellulari, merce che faceva parte delle spedizioni di cui era stato incaricato dal suo datore di lavoro, una cooperativa.

Furti scoperti non immediatamente in quanto l’autista prelevava la merce dalle scatole che poi scaricava al magazzino dell’azienda produttrice dei telefoni cellulari.

La refurtiva

Una parte dei cellulari, stando a quanto è emerso in sede di dibattimento, vennero ritrovati dai carabinieri nei mesi successivi alla denuncia di furto presentata dall’azienda montopolese.

Gli altri invece, come poi è stato scoperto, erano stati già piazzati anche ad alcuni venditori di telefoni e quindi utilizzati.

L’ipotesi

Un commercio “parallelo” di merce di provenienza illecita a cui però gli acquirenti non avrebbero prestato troppa attenzione per poi finire nei guai. Il processo si è aperto a distanza di molti anni dai furti e giovedì mattina sono stati sentiti i primi testimoni dell’accusa, cioè i carabinieri che all’epoca si erano occupati delle indagini. Tra gli imputati, Franco La Veglia, di Ponsacco, avrebbe ceduto a Stefano Giachetti di Cascina e Mario Namio di Peccioli, allora soci di un’azienda che vendeva telefoni. Dieci telefoni erano stati trovati nella disponibilità di Giovanni Lagna, originario di Capannori, che li aveva avuti dall’azienda di Cascina. A giudizio anche due migranti Kebe Gaye e Salah Miahi, trovati con altri 50 telefonini rubati a Montopoli. L’udienza è stata aggiornata al 22 febbraio del 2024. Ma quasi sicuramente non si arriverà a sentenza

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