Il Tirreno

Pontedera

Il lutto

Giuseppe Radice muore a 67 anni: a Fucecchio la contrada San Pierino piange il condottiero

di Marco Sabia
Giuseppe Radice
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Giuseppe Radice

Il presidente del “Tris d’oro” dello storico palio dal 2012 era in stato vegetativo: ex agente di commercio del settore ottico, era conosciutissimo in città per il suo ruolo da presidente del “Popolo d’Oltrarno”, come i contradaioli arancioblù amano ribattezzarsi

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FUCECCHIO. Un’enorme perdita per tutta la comunità del Palio di Fucecchio, di cui era stato esponente di spicco nei suoi anni da presidente, quelli del famoso “Tris d’oro” della contrada San Pierino: Fucecchio piange la morte di Giuseppe Radice, 67 anni, ex agente di commercio del settore ottico e conosciutissimo in città per il suo ruolo da presidente del “Popolo d’Oltrarno”, come i contradaioli arancioblù amano ribattezzarsi. Radice lascia la moglie Francesca De Vecchis, la figlia Natascia, la nipotina Petra, i fratelli Emma e Gennaro, il cognato Lapo e tutti i parenti e gli amici che gli volevano bene e che adesso sono sconvolti da questa notizia.

Il destino non era stato per niente benevolo nei confronti di Radice, perché dopo aver superato da poco i 50 anni aveva dovuto intraprendere una nuova vita: il 25 maggio 2012 accusò infatti un gravissimo malore che lo portò a un passo dalla morte e che poi gli ha lasciato strascichi fisici definitivi, tanto da avere bisogno di costante assistenza in una struttura specializzata. Da allora tutto il popolo del Palio aveva sperato in un miglioramento e anche nella possibilità di portarlo almeno un’altra volta in Buca a godersi – per quanto possibile – la corsa dei cavalli a cui era tanto appassionato. Un desiderio rimasto purtroppo tale per sempre, visto che un peggioramento delle sue condizioni di salute l’ha portato alla morte al San Giuseppe di Empoli nella mattinata di ieri.

La sua contrada lo aveva nominato presidente onorario e nel 2022 lo aveva omaggiato portandogli nella casa di riposo dove era ospitato l’ultimo cencio vinto, quello con Dino Pes detto “Velluto” e Zia Zelinda. D’altronde “Beppe” – come lo chiamavano tutti – era stato un condottiero per la contrada: quando durante i momenti concitati del Palio si girava il cappellino all’indietro, voleva dire che era venuto il momento di fare sul serio; un gesto che poi ha ripreso il giovane capitano vittorioso Raffaele Arnone, che alla fonte paliesca di Radice si è abbeverato nel suo percorso di crescita.

Senza contare che con Radice presidente la contrada d’Oltrarno aveva portato a casa tre vittorie di fila: 2005 (Giovanni Atzeni detto “Tittia” su Fidels), 2006 (Antonio Villella detto “Sgaibarre” su Falco Doglia) e 2007 (Alberto Ricceri detto “Salasso” su Grein); fino ad allora la contrada arancioblù non aveva ancora assaporato il sapore dolce e inebriante della vittoria, che negli anni a seguire è invece diventata una piacevole abitudine con altri due trionfi (2010 e 2022). Radice ha poi dovuto abbandonare il suo ruolo a causa dei suoi problemi di salute, con 4 vittorie all’attivo come presidente.

La sua contrada ha voluto salutarlo così: «Ciao Giuseppe, ti ringrazieremo sempre per il prezioso apporto che hai dato al nostro paese, col tuo entusiasmo ed egregio impegno. Fai buon viaggio e continua a guardare la contrada anche da lassù. Uno sguardo arancioblu sarà sempre per te. Riposa in pace presidente onorario».

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