Il dolore
Due condannati a 8 e 5 anni per una bancarotta milionaria
Fallimento della Stamplast, disposta anche la confisca di 2,5 milioni di euro
CASTELFRANCO. Due condanne per 13 anni complessivi, due assoluzioni e il sequestro a scopo di confisca di un importo di oltre 2, 5 milioni di euro.
È quanto emerge dalla sentenza emessa dal collegio del Tribunale di Lucca presieduto dal giudice Riccardo Nerucci (a latere Matteo Marini e Lucrezia Fantechi) relativa al crac della Stamplast srl con sede a Spianate di Altopascio attiva sino al 2013 nel ramo della produzione e della vendita di derivati della plastica.
I quattro rinviati a giudizio nel 2018 – in seguito a una complessa indagine della guardia di finanza diretta dal sostituto procuratore Enrico Corucci – erano accusati di bancarotta fraudolenta, documentale e patrimoniale.
Con loro alla sbarra era finito anche un quinto soggetto – Feng Liaquin, un cittadino cinese che figurava come amministratore della società e in realtà era solo un prestanome – accusato di bancarotta semplice e che patteggiò di fronte al gup Antonia Aracri a quattro mesi di reclusione.
Il dominus della vicenda, per gli investigatori, era Eugenio Barbieri, 75 anni, nato a Castelfranco e residente a Orentano, ex amministratore di fatto e liquidatore della Stamplast srl è stato assolto per sopravvenuta prescrizione dal reato di bancarotta semplice e condannato per alcuni episodi di bancarotta per distrazione alla pena di 8 anni di reclusione e stesso procedimento per il socio Sergio Mini, 61 anni, di Sant’Alessio con la condanna per alcuni episodi di bancarotta per distrazione a una pena di 5 anni di reclusione.
Ma non è tutto. Perché, oltre alle pene accessorie per Barbieri e Mini (interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale e incapacità di esercitare uffici direttivi in qualsiasi impresa) , il Tribunale ha disposto per la confisca dei beni sottratti al fallimento e sottoposti a sequestro preventivo relativa a un importo superiore ai 2,5 milioni di euro.
Secondo l’accusa era denaro che stava per essere trasferito su un conto corrente acceso su un’altra società in una banca a Montecarlo nel Principato di Monaco.
Infine, sempre il collegio giudicante, ha stabilito provvisionale a titolo di risarcimento del danno alla curatela fallimentare, rappresentata dall’avvocato Cristiano Baroni, di un milione di euro a carico di Eugenio Barbieri e 75mila euro a carico di Sergio Mini rimettendo le parti davanti al giudice civile per la liquidazione complessiva del quantum.
Assolti invece dal reato di bancarotta semplice per sopravvenuta prescrizione gli altri due imputati, i lucchesi Gabriella Gialdini e Marco Del Dotto quest’ultimo, come Mini, già attivo nel settore materie plastiche era entrato in società con Barbieri alla cifra simbolica di mille euro.
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