Il Tirreno

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Musica e tradizione

“La scuola del Maggio” ora è realtà: «Canteremo insieme a tutta la comunità di Buti»

di Francesco Paletti
“La scuola del Maggio” ora è realtà: «Canteremo insieme a tutta la comunità di Buti»

Domenica 19 novembre l’inaugurazione della struttura al “Frantoio Rossoni”. È una tradizione antica in ottava rima che adesso sbarca anche tra i giovanissimi: «Coinvolgere i rapper»

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Buti Dubbi, adesso, proprio non ce ne sono più. C’è solo da aspettare: ancora qualche giorno e poi si alzerà ufficialmente il sipario su “La scuola del Maggio”, un sogno coltivato per decenni dalla comunità butese che domenica diventerà realtà. L’appuntamento è alle 16 al “Frantoio Rossoni” (via Paola da Buti, 30) , che è anche la sede della Compagnia del Maggio “Pietro Frediani”, pastore e poeta vissuto a Buti a cavallo fra il Settecento e l’Ottocento di oltre cinquanta maggi e diversi poemi in ottava rima.

«Ci siamo davvero – sorride la presidente Teresa Paoli-: finalmente nascerà una scuola interamente dedicata al “cantar maggio”», una tradizione che si perde nella notte dei tempi di cui Buti è una delle capitali perché qui è nata e si è sviluppata nel tempo una corrente del tutto peculiare di questo canto popolare, per i temi trattati che affondano le radici negli antichi racconti tramandati per secoli oralmente e composti rigorosamente in ottava rima, il metro della tradizione utilizzato dai poeti improvvisatori.

«Ovviamente abbiamo invitato le autorità del nostro territorio, ma l’ospite di riguarda sarà soprattutto la comunità butese – sorride Paoli – è a loro, infatti, che si rivolge la nostra proposta. Domenica presenteremo tutti i corsi che avvieremo nelle settimane successive».

Fin dall’inizio, ovviamente, al centro ci sarà il “cantar maggio”: «Insegneremo a cantarlo, ovviamente, ma anche a comporlo e pure a rappresentarlo, dedicando una particolare attenzione alla realizzazione dei costumi» dice la presidente. Possono partecipare tutti, ovviamente.

Ma c’è un target privilegiato: «Ci rivolgiamo soprattutto ai bambini e ragazzi fra gli otto e i tredici anni: con loro, e le scuole del territorio, infatti, abbiamo fatto un percorso negli ultimi anni e ci piacerebbe proseguirlo facendolo approdare anche nella aule della nostra scuola che sarà dedicata a Mario Filippini, storico maggiante butese», racconta la presidente.

«Lo so, può sembrare quasi una follia, ma le assicuro che non è così – sorride Paoli-. Quest’anno, grazie al grandissimo lavoro di Annalisa Lari, che è anche la coordinatrice didattica della scuola, abbiamo coinvolto prima le classi terze, quarte e quinte delle elementari buttatesi e poi le prime e le terze medie: Non ha idea della bellezza, dell’attualità e della profondità delle ottave scritte dai ragazzi».

Una è questa, opera di uno studente della prima media “Di Bartolo”: “Ascolta bene cosa io ti dico/Le mie sono parole di saggezza/Parlo a te mio caro amico/Di cosa è la vera bellezza/Non importa andare in giro come un bel fico/Essa non è altezza e nemmeno magrezza/A volte può essere un sorriso franco/Che ti conforta quando della vita sei stanco”. Un occhio di riguardo, però, sarà dedicato anche ai più grandi, «alla fascia d’età che va dai 14 ai 17 anni – spiega Paoli -: a loro abbiamo dedicato anche la tre giorni di settembre, in cui abbiamo messo a confronto i poeti improvvisatori e l’ottava rima con il free style di oggi, coinvolgendo anche rapper affermati e conosciuti dai giovanissimi come Murubutu e Rancore ed è stato grandissimo successo». Conseguenza: «Si è creata un’ondata di entusiasmo e di curiosità fra i nostri giovani e non vogliamo tradire le aspettative: dunque continueremo a portare avanti anche un percorso di studio parallelo fra ottava rima e free style coinvolgendo anche altri artisti e rapper toscani». l


 

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