Gioco
Operaio vince 120mila euro al Lotto a Santa Croce: «La gioia dopo i danni dell’alluvione»
Si è presentato all’alba in ricevitoria e ha aspettato il titolare: «Sì, il fortunato sono io»
SANTA CROCE. No, non è una cifra che ti manda in vacanza per tutta la vita in qualche meta esotica in giro per il globo. Ma sicuramente per un operaio rappresenta una svolta, capace di spazzare via in un attimo un bel po’ di pensieri. Roba che, lavorando, finisce sul conto corrente in diversi anni. Centoventimila euro sono un tesoro per chi ha due figli e un mutuo. E che oltretutto si trova a dover fare i conti con lo sgambetto del maltempo, che riversa acqua e fango in garage. Tre euro, se la dea bendata ci mette del suo, possono cambiare un bel po’ di prospettive.
Lo sa bene un operaio santacrocese che nella mattina di giovedì 9 novembre, prima di iniziare la giornata di lavoro, ha fatto tappa alla tabaccheria-ricevitoria di Rudy Sbragia, in via San Tommaso. Ha puntato una cifra minima su quattro numeri. Forse scelti a caso, oppure chissà, magari dettati da situazioni, sogni o storie. Questo lo sa, e lo saprà, soltanto lui. Che non è certo un giocatore compulsivo: tenta la fortuna al Lotto, con cifre esigue, un paio di volte alla settimana. Una passione come un’altra, insomma, mantenendo l’equilibrio tra gioco, desideri e portafogli.
Ed ecco che la sequenza 9, 20, 86 e 90 sulla ruota nazionale, hanno trasformato in realtà i suoi sogni: una quaterna, quattro terni e sei ambi: quasi 115mila euro il “colpo grosso”, altri 7mila euro circa grazie alle varie combinazioni vincenti legate alla quaterna.
«Certo che so chi è il vincitore» esordisce Rudy, che ha trascorso buona parte della sua vita nell’attività di famiglia: «Siamo aperti dagli anni Settanta. Prima c’era mio zio, poi mio padre. E nel 2003 sono subentrato come titolare», insieme alla moglie Angela Paolettoni. «Ma ovviamente il nome non lo dico per rispettare la privacy del vincitore. Dico soltanto che sono strafelice perché è una persona in gamba, che ne ha bisogno, come tutti coloro che lavorano e hanno una famiglia».
La giocata attorno alle 7,15, come tante altre volte. «E stamani (venerdì 10 novembre, ndr) , alle 6.15 l’ho trovato qui davanti alla ricevitoria che mi aspettava per dirmi della vincita. È stato bellissimo. Sono molto emozionato».
Non è la prima volta che l’attività di Sbragia diventa “capitale della fortuna”. Anzi, il precedente più eclatante portò a Santa Croce una montagna di soldi. E Rudy riavvolge il nastro con orgoglio: «Era il 1999. Centrammo due “6” al Supernalotto con lo stesso sistema timbrato due volte. Era suddiviso in quote, avevamo tantissime richieste, al punto che non ce ne rimase neanche una per noi». Risultato: doppia vincita da 550milioni di lire ciascuna: «Una cifra esorbitante per l’epoca: un miliardo e 116 milioni erano davvero tantissimi soldi. Una grande gioia. Ricordo in particolare che le quote di uno dei due sistemi erano state prese dai dipendenti di una conceria: una mattina feci il giro dell’azienda a consegnare gli assegni». Stavolta a brindare è un solo giocatore: «Ma l’emozione è comunque forte. È bello vedere una persona gioire in questo modo. Un operaio, che peraltro la scorsa settimana aveva anche subito danni a causa del maltempo, come li abbiamo avuti in tanti anche qui a Santa Croce. Niente di drammatico, per fortuna. Ma comunque altre spese che si aggiungono a quelle di una qualsiasi famiglia che deve far quadrare i conti. E non è sempre facile. Ecco perché sono così felice per questa vincita: questi soldi – concludono Rudy e Angela mentre mostrano orgogliosi ai clienti il cartello con la fotocopia della schedina – vanno a una persona che ne ha bisogno».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
