Il Tirreno

Pontedera

La tragedia

Morto a 29 anni nello schianto in moto sull’Arnaccio. «Olek era speciale, abbiamo perso uno di famiglia»

di Andreas Quirici

	La moto del 29enne dopo lo scontro col camion (Franco Silvi) e una foto del giovane morto
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La moto del 29enne dopo lo scontro col camion (Franco Silvi) e una foto del giovane morto

Lutto alla Catarsi di Fornacette dove lavorava l’operaio vittima di un incidente. Il giovane era entrato dieci anni fa nella ditta da studente per poi essere assunto

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CALCINAIA. «È una perdita quasi come se si fosse trattato di un familiare». L’ingegner Piero Catarsi ha la voce rotta dalla commozione il giorno dopo la tragica notizia ricevuta della morte di un suo giovane dipendente. Oleksandr Semerey, 29 anni, era da poco uscito dalla fabbrica metalmeccanica di Fornacette, nel territorio di Calcinaia, per dirigersi a San Benedetto di Cascina dove viveva con la madre. Uno schianto tra la moto dell’operaio e un camion sull’Arnaccio. Non c’è stato niente da fare per il giovane che da dieci anni lavorava nello stabilimento attivo nel settore aerospaziale e militare, dov’era arrivato da studente per poi integrarsi alla perfezione in un gruppo fatto di lavoratori, ma soprattutto di amici.

E ascoltando le parole di tanti suoi colleghi, Oleksandr era proprio uno di loro. Molti lo avevano visto crescere e farsi uomo. Lo avevano seguito passo dopo passo nella sua evoluzione da ragazzino spaurito e alle prime armi, a operaio specializzato in un’azienda in cui la qualità è un valore ben più importante della quantità.

«Ricordo che all’inizio abbiamo dovuto seguire la sua situazione – dice ancora il fondatore e titolare dell’omonima ditta che si affaccia sulla Tosco Romagnola – perché rischiava di dover tornare in Bielorussia per gli obblighi di leva. Poi tutto si è risolto naturalmente, anche perché lui voleva imparare il mestiere. Voleva far parte della nostra azienda ed è stato il primo a credere di potercela fare. Lo abbiamo fatto affiancare per un anno fino a quando non si è integrato alla perfezione».

La descrizione del 29enne è quella di «un ragazzo che metteva tanta buona volontà in tutto quello che faceva. Era diligente e si faceva ben volere dagli altri». E il pensiero di Catarsi va anche a quello che, in un attimo, è stato perso. «Viveva con la mamma – sottolinea l’ingegnere – ma si era fidanzato e stata progettando la sua vita futura. Aveva acceso un mutuo per l’acquisto di una casa nella zona di Cascina. Si sarebbe trasferito tra poco tempo. Stava facendo tutti i passi necessari per un’ulteriore crescita, quella che ti porta a crearti una famiglia quando hai la necessaria stabilità economica e incontri la persona giusta».

I colleghi pensano anche alla fidanzata, a cosa ne sarà di lei, visto il forte legame che aveva con Semerey. E Catarsi dimostra, una volta di più, quanto sia profondo il legame che lo lega ai suoi dipendenti, come più volte dimostrato nel corso del tempo: «Vista la situazione, credo proprio che daremo una mano a sua mamma per sbrigare le pratiche burocratiche relative al mutuo per la casa da poco acquistata. È il minimo che possiamo fare per un ragazzo che faceva parte a pieno titolo della nostra famiglia».

La salma del 29enne si trova all’istituto di medicina legale di Pisa dov’è stata trasportata dopo l’incidente per l’esame di rito da cui si capirà la causa del decesso. Dopo questo passaggio il corpo sarà restituito alla famiglia che potrà organizzare l’addio al giovane che, secondo quanto appreso, stava percorrendo l’Arnaccio in moto quando si è trovato di fronte un’auto che s’immetteva da una strada laterale portandolo a invadere la corsia opposta dove stava arrivando un camion.

Tremendo l’impatto che ha provocato la morte di Semerey. La dinamica di quanto accaduto è comunque al vaglio della polizia municipale di Cascina per appurare le effettive responsabilità di questo incidente, purtroppo, mortale.

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