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Frana “chiude” la Variante a Lari. E ora la riapertura è un rebus: le consegueze sulla viabilità

di Francesco Turchi
La frana sulla Variante 46 a Lari (foto Franco Silvi)
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La frana sulla Variante 46 a Lari (foto Franco Silvi)

Interi paesi senza bus di linea. Doppio senso e stalli cancellati a Lari. Il sindaco: «Per la Provincia è una priorità ma serviranno settimane»

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CASCIANA TERME LARI. Serviranno settimane, con tutti i disagi che ne conseguono. Per i residenti, indubbiamente. Ma anche per i pendolari (a cominciare dagli studenti), con interi paesi che sono tagliati fuori dalle corse dei bus della linea 400. Il “tappo” è a Lari: la frana sulla Provinciale 46, la variante al borgo del Castello dei Vicari, che ha comportato la chiusura al traffico della strada.

Conseguenze: doppio senso nel centro abitato (con cancellazione di almeno una ventina di stalli per la sosta) e pullman che da Perignano arrivano ai piedi del paese e tornano indietro, senza poter raggiungere Casciana Alta, Usigliano e San Ruffino.

Insomma, un bel (si fa per dire) problema per tante famiglie. La soluzione c’è, ma non è proprio dietro l’angolo per una strada alle prese da decenni con problemi strutturali: il doppio senso di marcia è stato ristabilito nel 2019, grazie all’installazione di un semaforo, dopo otto anni a senso unico. In attesa del maxi-progetto di messa in sicurezza, erano stati disposti il limite a 30 km/h insieme al divieto per i mezzi di peso superiore a 3,5 tonnellate (esclusi i bus di linea). Una soluzione-tampone in attesa dell’intervento risolutivo per un’arteria fondamentale per questa fetta di territorio.

Il nubifragio di giovedì scorso, però, ha ulteriormente complicato la situazione, con una montagna di fango che ha invaso la carreggiata. Non è stato l’unico problema da queste parti, anzi: smottamenti si sono registrati in varie strade del comune; per non parlare degli allagamenti nella zona pianeggiante, da Perignano a Lavaiano passando per Quattro Strade, con danni e disagi per cittadini e commercianti.

Ma sul fronte della viabilità il nodo più grosso è la Variante: «Abbiamo fatto un sopralluogo insieme ai tecnici della Provincia – spiega il sindaco Mirko Terreni -. Sono in corso le operazioni di rimozione della frana. Poi saranno effettuate ulteriori verifiche, con l’obiettivo di far partire i lavori il prima possibile».

Perché con la Provinciale chiusa i problemi sono enormi: «E lo sa bene anche la Provincia di Pisa, che ha inserito questo intervento tra le priorità. I disagi sono notevoli sia per i larigiani, sia sul fronte del trasporto pubblico locale». E allo studio ci sono soluzioni su entrambi i fronti: «Per quanto riguarda la riapertura della strada al traffico, ne sapremo di più nelle prossime ore, ma sicuramente serviranno settimane. Poi molto dipenderà, al di là della tempistica dei lavori, anche da quella della fornitura dei materiali necessari per la messa in sicurezza del versante». Dunque, è azzardato per ora indicare una data di riapertura. E per questo servono risposte anche sul fronte-bus, per dare risposte ai pendolari in generale, e agli studenti in particolare, che vivono nei paesi tagliati fuori dal servizio e che però ogni giorno devono andare a scuola o a lavoro a Pontedera e che per farlo, stando così le cose, devono organizzarsi autonomamente per raggiungere Lari o i pullman di altre linee. «Anche su questo aspetto - assicura Terreni - è stato chiesto ad Autolinee Toscane di studiare una soluzione alternativa».

Intanto però c’è anche da capire se la frana di giovedì ostacolerà in qualche modo anche il maxi-progetto (praticamente pronto per andare a gara), oppure se l’iter potrà proseguire spedito con gli ultimi passaggi burocratici: «L’intervento risolutivo per la Variante è stato suddiviso in quattro lotti. I primi due, che riguardano un primo segmento dell’arteria, avranno un costo di 2,4 milioni di euro (più o meno come i due successivi): la progettazione è completata e la Provincia ha già stanziato le risorse». Ora c’è da capire se la frana costringerà i tecnici a rivedere il progetto, oppure se dopo i lavori di messa in sicurezza si potrà procedere come previsto.


 

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