Il Tirreno

Pontedera

Maltempo

Fucecchio consegna il piano al presidente della Regione Giani: «Servono più casse anti esondazioni»

di Marco Sabia
Fucecchio consegna il piano al presidente della Regione Giani: «Servono più casse anti esondazioni»

Quelle in Val di Nebbia e in Valbugiana non sono bastate a scongiurare gli allagamenti

3 MINUTI DI LETTURA





FUCECCHIO. Nuove casse di laminazione per contenere il rischio allagamenti: a chiederle è il Comune di Fucecchio, che ha già pronti due ulteriori progetti in Val di Nebbia e Valbugiana e che adesso – a pochi giorni dall’ondata di maltempo – bussa alla Regione per finanziarli.

«La quantità d’acqua caduta sul nostro territorio – sottolinea il sindaco Alessio Spinelli – è stata veramente impressionante. Basti pensare che il Rio di Fucecchio ha rotto i propri argini in città nonostante la presenza di ben due casse di laminazione presenti a monte in Val di Nebbia e in Valbugiana. E proprio sui progetti di riduzione del rischio idraulico siamo già al lavoro insieme al Consorzio di Bonifica Basso Valdarno. Anzi dobbiamo dire che i progetti per la realizzazione di altre casse di laminazione sono già pronti. Li abbiamo consegnati alla Regione Toscana e sono in attesa di finanziamento. Di questo ne abbiamo parlato domenica con il sindaco metropolitano Dario Nardella e col presidente della Regione Eugenio Giani che sono venuti a Fucecchio per fare il punto della situazione. Con Giani programmeremo a breve alcuni incontri per arrivare prima possibile alla realizzazione dei progetti».

D’altronde Fucecchio era nell’occhio del ciclone: il centralino del Comune, attivo 24 ore su 24, non ha mai smesso di suonare da venerdì sera fino a domenica, ricevendo quasi 300 chiamate. L’esondazione del Rio di Fucecchio e del Rio Vallebuia hanno mandato sott’acqua moltissime case del capoluogo e delle località di Botteghe e Ponte a Cappiano.

Si calcola che siano almeno 2.000 le famiglie interessate dagli allagamenti delle proprie abitazioni con danni per alcuni milioni di euro. Gli operai del Comune e i volontari della protezione civile, coordinati dal Centro Operativo Comunale e dalla Pubblica Assistenza col presidente Luigi Checchi, hanno lavorato ininterrottamente per tre giorni con ogni mezzo e in particolare con molte idrovore: 230 interventi per togliere l’acqua dagli scantinati e dai piani terra completamente allagati. Oltre 100 i volontari impegnati, considerando anche le squadre giunte da Empoli, San Miniato, Montelupo Fiorentino, Certaldo e San Gimignano. Il lavoro di operai e volontari e la catena di solidarietà che si è sviluppata a seguito dell’evento calamitoso ha fatto sì che non si verificasse nessuna emergenza abitativa.

Alcune famiglie che hanno ancora la casa allagata hanno trovato ospitalità dai propri parenti. Un importante intervento dei volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri e del sindaco Alessio Spinelli, allertati dall’assessore alle politiche sociali Emiliano Lazzeretti, ha evitato il peggio ad un’anziana disabile, rimasta all’interno della propria abitazione durante l’esondazione del Rio di Fucecchio. Gli interventi della protezione civile non hanno riguardato soltanto le abitazioni allagate ma anche frane e cadute di alberi. Le frane principali si sono verificate nella zona collinare delle Cerbaie, sulla Romana Lucchese, sulla Strada provinciale 111 per Massarella, su via Ramoni, via di Rimedio e via Montebono.

Alberi di grosse dimensioni, per fortuna senza causare danni alle persone, sono caduti in Viale Colombo, via Ramoni, Vicolo delle Carbonaie, via Carlo Alberto Dalla Chiesa e via Sotto la valle. Attualmente i lavori che richiedono l’impegno maggiore sono quelli per la rimozione dei rifiuti alluvionati che i cittadini hanno posizionato sui marciapiedi e ai bordi delle strade.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore