Toscana
Alluvione a Pontedera, dopo i danni del fango la gioielleria riparte: «Distrutti i regali di Natale»
Per quattro giorni i titolari hanno pulito, oggi riaprono. Graziano Gabbani: «L’acqua ha creato danni anche ai mobili, già ora cominciano a rigonfiare per l’umidità»
PONTEDERA. Quattro giorni di lavoro, decine di sacchi di rifiuti, per togliere acqua e fango dal pavimento. Questa mattina la gioielleria “Gabbani”, in via I Maggio, riapre dopo i giorni e lo strazio dell’alluvione. «Non lo sappiamo nemmeno noi con certezza il danno che abbiamo avuto – dice il titolare Graziano Gabbani – ma si tratta di una somma davvero importante. Siamo vicini a Natale, c’erano arrivate alcune scatole di oggetti. Nei cassetti in basso dei mobili avevamo gli orologi che si sono bagnati e che probabilmente andranno buttati via». Impossibile parlare di numeri. «Volete un dato? Mi erano stati appena consegnati carta e buste per confezionare i regali di Natale, una consegna da 4mila euro. Quelle non ci sono più, sono state distrutte durante il passaggio dell’acqua». Gabbani e la moglie raccontano non solo di un giovedì da incubo ma anche della disperazione dei giorni successivi, quando hanno cominciato a capire che il negozio allagato difficilmente avrebbe potuto riaprire nel fine settimana. «È successo tutto in poco tempo, eravamo anche al lavoro, quando è iniziato il temporale, intorno alle 18, 30. Ma chi avrebbe mai immaginato una cosa del genere? L’acqua ha invaso prima la strada e poi il marciapiede. A quel punto abbiamo capito che di lì a breve avrebbe fatto un disastro. È entrata nel negozio e ha spazzato via quello che ha trovato», aggiungono mentre continuano a lavare il pavimento e a mettere a posto la merce per poter ripartire. «Sono andati bagnati molti orologi – aggiunge la moglie – alcune scatole le abbiamo già buttate, altri li abbiamo messi ad asciugare, ma temo che faranno la stessa fine. Siamo veramente molto preoccupati. L’importante ora è ripartire». Davanti al negozio, anche ieri mattina, una marea di sacchi neri con i rifiuti buttati in questi giorni. Anche cose di valore che sono state danneggiata dall’acqua piovana e da quella delle fognature che sono andate in crisi per la quantità di pioggia caduta.
Nei primi momenti del nubifragio c’è stato anche il fuggi-fuggi dal centro e il transito dei veicoli non ha aiutato. Ondate d’acqua si sono riversate all’interno di uffici e attività commerciali.
«Noi siamo rimasti a presidiare il negozio per tutta la notte – dice Gabbani – cercando di spingere via l’acqua e di mettere in salvo la merce. Solo alle 3 l’acqua ha cominciato a defluire. Solo che ormai i danni c’erano stati». Anche gli arredi del negozio ne hanno risentito. «I mobili, una volta bagnati, cominciano a gonfiare. Ci sono cassetti che già non si chiudono più» concludono con grande amarezza. Mentre i titolari sono al lavoro per pulire, in tanti si fermano a chiedere se hanno bisogno d’aiuto o anche solo per una parola di vicinanza. Tutta la strada è stata messa ko dal nubifragio.
Le montagne di rifiuti ancora ammassate davanti all’ingresso dei negozi sono la prova di quanto dolore e distruzione la tempesta Ciaran abbia lasciato anche nella città della Piaggio che lentamente, ora dopo ora, sta provando a ritrovare la sua normalità.
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