Attenzione
Pontedera, i commercianti nel fango: «Siamo in ginocchio»
Dentro “Linea Blu” saltati i pozzetti. Argelli della libreria di via Roma. «Ho pensato di dover chiudere, l’affetto di tante persone ha aiutato»
PONTEDERA. La città si sveglia con un vento beffardo che sembra voler spazzar via i momenti drammatici vissuti dai residenti e dai commercianti giovedì notte. Una città paralizzata, in molti suoi quartieri, da una bomba d’acqua che ha sommerso strade, cantine, negozi, garage e mandato in tilt centraline elettriche. I segni di ciò che è accaduto sono ben visibili a chi si trova a passare in centro. I fondi delle attività, da via Primo Maggio a via Guerrazzi, sono aperti per permettere ai proprietari e ai dipendenti di rimuovere l’acqua, di accatastare il materiale bagnato e non più utilizzabile, di contare i danni. In ginocchio, circondati da asciugamani per tamponare, con le scope in mano, i commercianti si rimboccano le maniche. Fra rassegnazione, rabbia e solidarietà diffusa. Perché la notte è stata lunga e in diversi se la sono vista davvero brutta.
È il caso della Libreria Roma dove la titolare Chiara Argelli è stata tra le prime a lanciare l’allarme. «Ho avuto – racconta – una gran paura. Verso le 19 la situazione è degenerata. Pioveva fortissimo e tuonava. Non solo l’acqua entrava da fuori ma anche dall’interno, dal pavimento. Era tutto allagato. Ho pensato che saremo rimasti fulminati. Ma abbiamo avuto l’istinto di sollevare dagli scaffali bassi più volumi che potevamo». Qualcosa si è salvato ma non tutti i libri. «La stanza dedicata alle letture dei bambini – continua Argelli – è stata inondata, con i giochi da buttare. La collana Bababum è fradicia, l’iniziativa in programma per i bimbi annullata. Ho creduto di dover chiudere definitivamente. Ma tante persone mi sono state vicini. Ora, archiviato lo spavento, so che ce la faremo». Stesso coraggio e identico impegno anche pochi passi più avanti, nel negozio di intimo Linea Blu. Qui le commesse sono rimaste bloccate fino alle 23, con la saracinesca abbassata per impedire al torrente che stava scorrendo in strada di invadere i locali. «Con scarsi risultati purtroppo», dicono mentre caricano il terzo camion con piumoni e lenzuola talmente zuppi da non essere più vendibili. «Sono saltati i pozzetti del negozio. Poi è andata via la luce. Scene incredibili», ribadiscono, con il ricordo del rischio passato e negli occhi lo sgomento.
Il day after degli allagamenti si dipana in un dedalo di difficoltà che demoralizza e non poco. In via Roma la cantina dell’Aeroscalo è andata sott’acqua «e abbiamo perso – fa un primo bilancio Silvia Marianelli – oltre 10mila euro di vino arrivato appena da una settimana». In via Guerrazzi Manrico Mosti ha azionato una pompa portatile per eliminare la pozza che ristagna sul parquet della sua galleria Il Germoglio. E Sofia Cicchetti dell’estetica Emotion sta sgomberando l’ambiente. «Il solarium è andato – dice – e sto togliendo quello che posso per pulire. Pensare che ho ristrutturato l’anno scorso e ho predisposto pareti di cartongesso per l’umidità. Il problema è che la via, in questo punto, si abbassa e il pozzetto davanti è piccolo». Cercano spiegazioni i commercianti. Un senso a un disastro improvviso che in poche ore ha spazzato via mesi di lavoro. E, per alcuni, distrutto i preparativi per le feste. «Abbiamo già riempito, con roba da buttare, 15 sacconi. C’erano anche diverse buste di Natale già pronte per le nostre clienti e la carta da regalo». Antonella Galletti, dell’omonimo negozio in corso Matteotti ha il retrobottega sotto sopra, pieno di fango e segatura. «L’acqua è passata – spiega – dalla chiostra interna. Ci siamo date da fare con i secchi. Non ci lamentiamo però, siamo fra i più fortunati». Se la passano indubbiamente peggio i commercianti di via Saffi e di piazza Cavour. Fuori dal Joker One, negozio di abbigliamento ci sono una decina di cassettoni di legno. «Quando ho chiuso – conferma la dipendente Alessia Becuzzi – l’acqua era entrata ovunque e mi arrivava oltre metà gamba». Ma l’incubo più nero l’ha vissuto Marta Lazzeri, giovane commessa della Sisley rimasta imprigionata in negozio. «Abbiamo la porta che si apre con un sistema elettronico. È saltata la corrente – ripercorre i momenti di ansia – e non riuscivo più ad uscire. Nel frattempo l’acqua invadeva l’ambiente. Mi sono messa a sedere sul bancone. Non c’era una luce, ero sola». Il titolare Francesco Gattiani, da Montecatini, avvisato dell’imprevisto ha contattato i pompieri, poi il 112 e la polizia municipale. «Nessuno però – spiega – è riuscito ad arrivare. Sono stato in pena per Marta, liberata alla fine grazie all’aiuto del suo compagno». E questa sensazione di abbandono torna nei commenti di tanti. «Non ci siamo sentiti protetti – ribadisce Michela Parziale di Hair Fx di via Saffi – e abbiamo cercato di salvare il salvabile. Ma fuori era un fiume in piena e in negozio galleggiava tutto. Alle 17 sono andata in Comune a chiedere i sacchi di sabbia. Sono tornata a mani vuote. Le stragi possono capitare ma non abbiamo visto vicinanza e disponibilità». Disagi e mancanza di rispetto anche secondo Lorenzo Nuti di Enzo. «Le ondate provocate dalle macchine che passavano – specifica – ci hanno sopraffatto. La saracinesca si è avvallata e, nonostante i solleciti non ci sono stati soccorsi. Io e il proprietario di Voluttà ci siamo messi dalle 20 alle 2 di notte a far circolare il traffico, immersi nel torrente che si era formato. Sarebbero bastate delle transenne per impedire la viabilità e avremmo subito meno danni». Via Primo Maggio è un cimitero di sedie e tavolini in disuso, sacchi di vestiti allo sfacelo.
Danni ingenti anche nella sede dell’Arci in via Carducci, dove era stoccata anche parte dell’attrezzatura del Cinema Agorà (dove sono in corso i lavori), compreso il proiettore.
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