Il Tirreno

Pontedera

La storia

Montopoli, sotto la macelleria apre il museo del prosciutto “Stradivario”. Il norcino racconta come sarà

di Marco Sabia
Un momento della visita nella norcineria Marianelli a Montopoli
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Un momento della visita nella norcineria Marianelli a Montopoli

La ristrutturazione delle sale espositive, ricavate in una serie di grotte, è stata possibile grazie a un finanziamento del Comune. A metà novembre l’apertura al pubblico

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MONTOPOLI. È un museo del tutto particolare in una location che lo è altrettanto: si chiama “Museo dello Stradivario”, aprirà a metà novembre al pubblico a Montopoli e – a differenza di quanto possa far pensare il nome – non espone violini o strumenti musicali ma prosciutti. La sua Gioconda è un prosciutto “Stradivario” di maiale grigio brado, messo a stagionare addirittura nel novembre 2015, grazie a un sapiente mix di cenere e vino (in questo caso il “Barbiglione” dell’azienda agricola Usiglian del Vescovo) .

L’opera d’arte è frutto dell’ingegno e della passione dello storico macellaio montopolese Luca Marianelli, che per aprire questo museo ha riqualificato una serie di grotte che si trovano sotto la sua macelleria e sotto la sua abitazione; qui i prosciutti – ma anche i salami – stagionano confortati da un’umidità che ne conserva la morbidezza anche anni dopo esser stati appesi. E vengono cullati dalla cenere – come si faceva una volta, quando le celle frigorifere non esistono – e bagnati col vino, creando un mix sicuramente unico e con un sapore che difficilmente si può apprezzare altrove.

Il museo è inserito all’interno di Montopoli Sotterranea e ha potuto godere anche di un finanziamento a fondo perduto messo a disposizione dall’amministrazione comunale tramite il bando “Montopoli di Domani”. Nella giornata di ieri Luca Marianelli – esponente della quarta generazione di norcini (la macelleria è aperta dal 1910) – ha offerto un’anteprima alla stampa e agli esponenti istituzionali e di Confcommercio del Museo, offrendo a tutti una degustazione dei suoi insaccati di grande valore. Con lui c’è già il figlio 25enne Mirko, che ha ereditato la passione di famiglia e che sta mettendo quel guizzo in più frutto della giovane età. Marianelli ha portato anche l’anziano padre Mario – oggi 90enne – a visitare le grotte riqualificate e quando l’ha preannunciato ai presenti ha mostrato evidenti (e ben più che giustificati) segnali di commozione.

Mario Marianelli che ha iniziato a fare il macellaio a 12 anni e che tre volte a settimana andava a Montopoli (da Pontedera) in bicicletta con 50 chili di ghiaccio per portare i propri prodotti. Una grande mole di sacrifici che ha permesso a suo figlio e a suo nipote di fare ciò che fanno oggi con la convinzione che serve. «Abbiamo fatto questo investimento – spiega Luca Marianelli – per il futuro di quest’attività e per quello di mio figlio Mirko, che sarà poi colui che dovrà portare avanti tutto; queste grotte hanno quasi 1000 anni e durante la prima guerra mondiale erano usate dai pastori che arrivavano dalla Garfagnana. È un luogo così bello che non poteva non essere salvato e riqualificato».

Marianelli ha ricevuto i complimenti dell’amministrazione comunale: «Grazie e complimenti a Luca Marianelli per questa nuova apertura – hanno commentato il sindaco Giovanni Capecchi e l’assessore Valerio Martinelli –. Un imprenditore che, grazie anche all’incoraggiamento e al contributo messo a disposizione dall’amministrazione comunale con il bando Montopoli di Domani, è riuscito a riconoscere e valorizzare una ricchezza che aveva sotto i suoi piedi e il nostro territorio. Un luogo che rappresenta a pieno ciò che Montopoli è: storia, tradizione e ricchezza enogastronomica».

 

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