Gioco
Villa Berio investe nella ricerca Obiettivo: sconfiggere la Xylella
La Salov finanzia un laboratorio contro il batterio letale per gli oliveti
VECCHIANO. Villa Berio, nel cuore della piana fra Vecchiano e Massarosa. Un edificio rosso lungo la via Traversagna che nasconde un antico cascinale completamente restaurato nel 2019, e soprattutto 75 ettari di terreno e 22.500 piante di olivi.
È la sede di rappresentanza della Salov, un acronimo che sa di storia della cultura alimentare perché sta per Società anonima lucchese olivo e vino, fondata ufficialmente nel 1919 ma che affonda le radici addirittura al 1867 quando Filippo Berio, fra i primi ambasciatori internazionali dell'olivicoltura italiana, «cominciò a imbottigliare olio di altissima qualità e a distribuirlo nel mondo inizialmente attraverso i migranti lucchesi che partivano dal porto di Viareggio» per dirla con le parole dell'ingegner Fabio Maccari, attuale amministratore delegato del Gruppo Salov, un gigante mondiale dell'industria olearia, presente in 75 paesi e che nel 2022 ha venduto 120 milioni di litri per un fatturato di 491 milioni di euro. Le radici, però, le ha mantenute lì, in quel lembo di entroterra della Versilia, con stabilimento principale a Massarosa e uffici di rappresentanza ma soprattutto un centro di ricerca a cielo aperto di rilevanza internazionale alla Villa Filippo Berio di Migliarino Pisano.
È qui, in cinquanta dei 75 ettari della tenuta, fra l'altro, che Salov insieme all'Istituto per bioeconomia del Cnr (oltre ad altre università italiane ed estere), sta portando avanti “Life Resilience”, il progetto finanziato dalla Comunità Europea per contrastare la diffusione della Xylella, il batterio patogeno letale per gli oliveti come dimostrato ampiamente dalle devastazioni provocate in Puglia.
Con risultati sorprendenti se è vero che il progetto si è chiuso ufficialmente nell'autunno scorso dopo aver sviluppato ben 18 diversi genotipi di piante produttivi di olivo resistenti alla Xylella. Cosa vuol dire concretamente? Che in questo momento a Villa Berio c'è un oliveto sperimentale in cui sono stati messi a dimora 18 differenti tipi di piante di olivo, diversa l'una dall'altra anche per qualità organolettiche dell'olio prodotto, accomunate, però, dall'essere tutte quante resistenti al batterio killer. E non è l'unico filone di ricerca portato avanti: nella tenuta di Migliarino Pisano, infatti, si lavora anche ad un progetto di agricoltura di precisione, uno dedicato alla promozione della biodiversità olivicola e un altro di coltivazione sostenibile con l'obiettivo di massimizzare la produttività riducendo al minimo le alternazioni ambientali e climatiche e il consumo di risorse. Si è parlato anche, e molto, di ricerca, dunque ieri mattina proprio a Villa Berio dove Salov, ha presentato il Report di sostenibilità 2022, un momento di riflessione che si è chiuso con lo show cooking dello chef Giorgio Locatelli, brand ambassador e giudice della qualità di Filippo Berio (insieme a Sagra, uno dei due marchi con cui Salov è presente sul mercato), che ha ideato anche un antipasto ad hoc per l'occasione con alici marinate, patate affumicate, insalata di radicchio tardivo e di Castelfranco e puntarelle servite con salsa verde e riduzione di limone.
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