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La tragedia

Morto a 19 anni, lo strazio della mamma: «Il mio Fabio era pieno di umanità»

Morto a 19 anni, lo strazio della mamma: «Il mio Fabio era pieno di umanità»

Lutto nel Pisano. Il giovane è morto nel sonno: le parole della madre e i ricordi degli amici

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CASTELFRANCO DI SOTTO. «Un ragazzo che non si tirava mai indietro, intelligenze, sveglio, sempre pronto ad aiutare gli altri». I ricordi di chi quelle grandi speranze portate con sé a Roma per gli studi universitari li conosceva bene, ma anche tutto l’inimmaginabile dolore che può provare una famiglia in un momento così orribile.

Questo trasmettono le poche parole che hanno accompagnato l’ultimo saluto a Fabio Torromeo, il ragazzo di diciannove anni, residente a Castelfranco di Sotto, morto nel sonno a Roma alcuni giorni fa per cause naturali.

Al funerale, in Collegiata, tanti giovani che hanno voluto partecipare per testimoniare la loro vicinanza a i familiari.

Tracce di una vita che per lo più si era svolta proprio a Castelfranco, dove Fabio e la sua famiglia, originari del Casertano, avevano ormai residenza da molti anni. «Una morte che ci turba tutti, spingendoci quasi a chiederci perché capitino cose come queste. Così come avvenne a Giobbe – ha detto il parroco don Ernesto Testi dall’altare – . Esattamente come avviene per la parola di Dio non possiamo che concludere che non è il male che viene da lui. La giovinezza del nostro caro amico Fabio rifiorirà in cielo – ha aggiunto don Ernesto – e da lassù darà forza a tutti noi, alla famiglia, alla mamma e al babbo che vivono questo momento difficile».

Proprio la madre Antonella Grande ha parlato a nome della famiglia, ringraziando i tanti presenti al funerale con la voce rotta dal dolore ricordando Fabio, il suo «ragazzo pieno di umanità».

«Un tipo sveglio, che volava su quella tastiera, un mago del computer – lo ha ricordato Luigi, uno dei responsabili del collegio religioso nel quale il giovane era ospite nel suo primo periodo di studi a Roma – . Una di quelle persone che finiscono prima degli altri i propri esercizi e poi si mettono ad aiutare i compagni. Una mente curiosa e attenta, appassionata d’informatica e di scienza, come avevamo avuto modo di scoprire parlandoci a tavola. Una perdita, la sua, che sta scuotendo molto tutta la comunità degli studenti della nostra struttura, che grazie a Fabio oggi forse sarà più unita».

A spendere alcune parole anche Gabriele, il suo compagno di stanza. «Non si tirava mai indietro, eppure come tutti noi anche lui viveva la normale paura che accompagna l’aprirsi ad una nuova città, a nuovi studi e nuove persone. Ma non lo dava a vedere – ha ricordato l’amico del diciannovenne castelfranchese – . Difficoltà che però svanivano alla fine delle lezioni, quando ci ritrovavamo in stanza. Anche per questo io a Fabio devo dire solo grazie». 

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di Redazione web