Gioco
Slitta l’apertura della variante Castelnuovo rimane tra i disagi
Moschi: «I lavori dovevano concludersi ora e invece si va almeno a Natale»
CASTELNUOVO VDC. Quello che doveva essere un momento storico, la metà di ottobre, sta diventando un capitombolo per la Provincia costretta a rimandare l’apertura della variante alla 439 di Castelnuovo. L’arteria dovrebbe far scorrere il traffico pesante fuori dal paese: 2,5 km i cui lavori si sono conclusi quasi tre lustri fa con una spesa di 10 milioni.
Finora quella strada non è mai stata aperta e il termine dato dalla Provincia di metà ottobre non è rispettato. Se tutto andrà bene «il cantiere finirà forse a Natale, ma più probabilmente nel 2024» sostiene il consigliere provinciale Paolo Moschi. Questo perché, un lavoro così complesso «non può essere preso sottogamba e seguito così poco». E si chiede: «Ma il presidente Angori e il consigliere provinciale con delega a viabilità e infrastrutture, nonché sindaco di Volterra, Santi sono venuti a vedere i lavori alla variante? È l’ennesima figuraccia che fa sentire l'ente provinciale ancora più distante e insensibile nei confronti della Valdicecina».
Castelnuovo attende da ben 14 anni questa strada, realizzata e poi dimenticata e mai aperta al traffico. Il consigliere di minoranza Moschi fa un po’ la cronistoria dello «scandalo».
La Regione Toscana si mosse nel 2021 per finanziare gli interventi necessari per il collaudo dell'opera, ma la Provincia «solo dopo due anni, e dopo molte sollecitazioni del sottoscritto si è sbrigata a far partire un cantiere evidentemente lontano e forse poco gradito».
Se questo non bastasse – prosegue – ricordo che a Castelnuovo c'è un'altra strada provinciale interrotta:quella delle Valli di Pavone e Cecina. Si tratta della viabilità per Siena, fondamentale per il turismo e per i pendolari, con i residenti che si vedono il traffico deviato sulle vicinali sotto casa. Ricordiamo che questa tratta è frequentata anche dai mezzi pesanti di Enel, e che la Provincia dovrebbe mostrarsi più presente e sensibile ai disagi dei cittadini».
Insomma, un’odissea che ha provocato spese aggiuntive di 2,4 milioni per i lavori attuali, senza contare i disagi. «Noi continuiamo a sollevare l'attenzione generale per un territorio che non merita di essere dimenticato».
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