Gioco
Pontedera, scontro durante una partita di calcio: il segretario Pd in terapia intensiva
Dopo la paura ora Francesco Papiani è in corsia: «Ringrazio il personale del Lotti»
PONTEDERA. Uno scontro di gioco come ne capitano a migliaia nei campi di calcio. Un contatto fortuito tra giocatori che non sembra di particolare gravità. Poi il dolore sempre più acuto e un’emorragia. L’arrivo, nella serata di sabato sera al pronto soccorso, tre giorni di terapia intensiva, il rischio dell’intervento chirurgico, la sala operatoria per ridurre le lesioni riportate al rene sinistro, evitando per un soffio scelte più drastiche. È la parabola vissuta dal segretario del Partito Democratico pontederese Francesco Papiani, tutt’ora ricoverato nel reparto di chirurgia dell’ospedale Lotti.
«Il personale medico e infermieristico – racconta Papiani – sta monitorando il decorso. Se la situazione migliora, come sembra, potrò tornare a casa». È decisamente sollevato il segretario dem rispetto a qualche giorno fa quando le sue condizioni non erano ancora stabili e la diagnosi non definita. «Ringrazio – aggiunge – tutti i professionisti della rianimazione, della sala operatoria e di chirurgia per la competenza, la gentilezza e la disponibilità». Parole e pensieri non affatto scontati per Papiani che dovrà ancora affrontare un periodo di riposo e degenza. E che in poche ore è passato inaspettatamente dallo sport a un letto d’ospedale. È sabato pomeriggio quando si gioca la partita, nella categoria degli amatori eccellenza, tra Il Botteghino, squadra in cui milita l’avvocato pontederese e La Futura di Uliveto Terme. Papiani scatta per anticipare l’attaccante avversario, prova il colpo di testa ma riceve un duro colpo nel rene sinistro. «Sicuramente non c’è stata alcuna intenzionalità da parte dell’altro giocatore – spiega – che suppongo non si sia assolutamente reso conto della gravità dell’incidente. E, a dirla tutta, neppure io. Tanto che sembrava semplicemente una lieve contusione».
A casa la sera però il risentimento torna ancora più insistente, appena scompare l’effetto dell’antidolorifico. Così la decisione di andare al pronto soccorso dove gli esami diagnostici rivelano il trauma renale. «Ancora non sto bene ma va decisamente meglio e i riscontri sono buoni», conferma Papiani che tenta di prenderla con filosofia. «Sicuramente, dopo 31 anni, appenderò le scarpette al chiodo – ci scherza su – anche se sembra assurdo. In tutti questi anni non sono mancati scontri sul campo e piccoli incidenti ma mai avevo avuto complicanze simili».
Un attimo e capitano conseguenze impreviste. «Sono preoccupato ovviamente per questo stop forzato perché non posso lavorare come vorrei. Nella mia professione e nel mio impegno politico. Ma so bene che devo prendermi il tempo necessario e seguire le indicazioni. Passo dopo passo senza fretta. Lievi progressi che fanno la differenza. Solo lunedì ero in terapia intensiva».
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