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Il caso

Cade al parco e si frattura un polso: il Comune condannato a risarcirla

di Pietro Barghigiani
Cade al parco e si frattura un polso: il Comune condannato a risarcirla

Castelfranco di Sotto, la pensionata era finita in una buca coperta da erba e aghi di pino

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CASTELFRANCO DI SOTTO.  Una buca coperta da aghi di pino all’interno di un parco pubblico che diventa un tranello in cui finisce una pensionata a passeggio. Nel volo che segue alla perdita di equilibrio l’allora 71enne finisce a terra procurandosi la frattura di un polso.

Sono passati più di sei anni dall’episodio avvenuto alle 9 del mattino del 3 giugno 2107 nel parco pubblico “Leonardo da Vinci”. Dopo aver chiesto i danni al Comune, la vittima dell’infortunio si è vista riconoscere dal Tribunale un risarcimento di oltre 20mila euro a carico dell’ente, proprietario e custode dell’area in cui si era verificato l’incidente.

Quella buca all’apparenza inesistente aveva costretto la pensionata a un tentativo di restare in piedi che si rivelò vano. Franata a terra cercò di proteggersi mettendo in avanti le mani, ma nell’impatto con il terreno il polso destro rimase fratturato. Il piede finì in un avvallamento non segnalato che si era formato nella pavimentazione per la mancanza di alcune lastre di pietra. Il pericolo non era visibile perché ricoperto da erba e aghi di pino.

Trasportata al pronto soccorso e poi sottoposta a un intervento chirurgico con l’applicazione di una placca, la signora decise di citare in giudizio il Comune. La risposta fu quella di contestare la ricostruzione del fatto, «in particolare che non si trattava di una buca ma di un modesto avvallamento» ed eccepiva il concorso colposo della donna «che avrebbe dovuto evitare di camminare sul manto di erba e aghi di pino». Una tesi non accolta dal giudice che, oltre alla consulenza di uno specialista sulle lesioni subìte dalla pensionata, nel corso dell’istruttoria aveva sentito anche testimoni e familiari della 77enne. Le figlie hanno raccontato che «dopo il sinistro la mamma non riusciva più a svolgere attività casalinghe, non riusciva più a impastare quando l’impasto si faceva duro per il dolore al polso e dovevamo intervenire noi, prima ci aiutava a stirare adesso non può farlo per più di venti minuti, anche i movimenti per tagliare la verdura causavano dolore, neppure riesce ad aprire le bottiglie dell’acqua». Il vialetto dove si è verificata la caduta è pavimentato con mattonelle e, si legge nella sentenza, «l’utente può ragionevolmente aspettarsi che tale pavimentazione sia presente senza soluzioni di continuità per tutto il percorso; non è invocabile l’eccezione di concorso colposo della danneggiata nella causazione del danno per non aver immaginato che nella parte di vialetto coperta da aghi di pino potessero mancare delle mattonelle».

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