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Pontedera

Le testimonianze

Morto a 17 anni nel casolare, il dolore degli amici di Mattia: «Ora sei più vicino che mai». Indagini sui cellulari dei testimoni

di Paola Silvi
Morto a 17 anni nel casolare, il dolore degli amici di Mattia: «Ora sei più vicino che mai». Indagini sui cellulari dei testimoni

Calcinaia, il messaggio di un professore: «Aveva fatto tanta strada in questi anni». Bandiere a lutto, silenzio e applauso al Fermi dove sarà anche piantato un albero in ricordo

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PONTEDERA. «Ti sentiamo più vicino che mai, una parte di noi», dicono gli studenti della quarta dell’indirizzo agraria dell’Itcg Fermi mentre, seduti in cerchio in cortile, ieri mattina condividono pensieri, riflessioni e aneddoti sul loro compagno di classe. Mattia Simonetti, morto a soli 17 anni, venerdì pomeriggio sotto le macerie di un tetto crollato in un rustico fatiscente da decenni in aperta campagna a Fornacette, nel comune di Calcinaia, rivive nei ricordi degli amici che lo rivedono in aula a ridere e a scherzare con loro.

«Perché Mattia – racconta uno dei suoi professori, Fabio De Martino – di strada ne aveva fatta in questi anni. In prima era un ragazzino introverso, timido, di quelli che nei temi scriveva di non credere nell’amicizia. E invece nel corso del tempo è cambiato moltissimo. Era simpatico, divertente, ironico e autoironico. Gli piaceva ridere e non se la prendeva se anche gli altri faceva battute bonarie sul suo conto. Sapeva chiedere scusa quando pensava di aver sbagliato e aveva imparato a combattere la sua pigrizia». Era un alunno rispettoso, grammatica era la sua materia preferita e aveva creato legami forti, significativi con i coetanei e con gli insegnanti. Tanto che anche i docenti che avevano il giorno libero, ieri sono andati a scuola comunque «per stare con i ragazzi – aggiunge De Martino – per onorare la memoria di Mattia».


Le bandiere del Fermi sono a lutto e nel dedalo delle aule alle 8. 45 è calato il silenzio. Gelido e commosso.

Un minuto di silenzio infinito, tra gli sguardi sgomenti e gli occhi arrossati di tutti i giovani che frequentano l’istituto scolastico pontederese. Interrotto poi da un lungo applauso. Il dolore non si può spiegare. Non ci sono parole. Quel banco vuoto lacera lo stomaco e i suoi compagni, in totale una quindicina, compreso l’amico del cuore, quello che con Mattia trascorreva ogni minuto libero e che era con lui anche nella casa diroccata ad assistere inerme a quella tragedia che si è portata via non solo il diciassettenne ma anche la spensieratezza dell’adolescenza, escono in cortile. All’aria aperta dove con Mattia hanno trascorso innumerevoli ricreazioni.

«Ognuno di noi – continua il prof – ha rievocato un attimo, condiviso un episodio in cui Mattia era protagonista. Ci ha aiutato ad affrontare tutta questa tristezza».

E i ragazzi hanno proposto di piantare un seme nel giardino della scuola, di fare crescere una pianta forte, dalle radici ben salde che lo ricordi. Di dedicargli una targa e di scrivere una lettera che poi leggeranno, con il consenso dei genitori di Mattia, alla sua commemorazione.

Nessuno è ancora pronto a lasciarlo andare, a dirgli addio. Alla Stella Azzurra, la società calcistica dei Villaggi, in cui Mattia ha giocato fino all’estate, venerdì sera, appresa la notizia della sua scomparsa, hanno provato a rinviare la partita. «Non ci siamo riusciti a causa dei tempi ristretti – spiega il responsabile tecnico Lorenzo Leggerini – ma abbiamo giocato con il lutto al braccio e fatto un minuto di silenzio. Porgiamo le nostre più sentite condoglianze. Mattia era un giovane serio, rispettoso e educato». Piccoli gesti ma testimonianze d’affetto importanti. «Mattia era uno di noi – conferma il capitano degli juniores della Stella Azzurra Leonardo Savoia – e siamo sconvolti. Quando è arrivato, perché prima militava nella squadra del Fornacette, era riservato ma poi si è integrato alla grande. A fine stagione non si perdeva una cena e sinceramente abbiamo rispettato la sua decisione di smettere ma forse non l’abbiamo mai capita fino in fondo».

Poi le lacrime interrompono i ricordi. Perdere un figlio, un amico, un compagno di squadra e cercare il modo di spiegare quanto fosse normale ma anche straordinario vederlo ogni giorno. Mattia manca a tutti.

A chi l’ha conosciuto, ha percorso un tratto di strada con lui e a chi ha conosciuto i suoi genitori Manuel e Adriana e suo fratello Filippo. Dalla società Atletico Cascina che manifesta la propria vicinanza a Manuel Simonetti, «negli anni passati nostro allenatore in varie categorie – scrivono – ripercorrendo i suoi primi passi calcistici di Mattia qui da noi», a Francesca Brogi, sindaca di Ponsacco dove il padre del diciassettenne attualmente allena l’Fc (Prima categoria) che oggi, contro la Torrelaghese, non giocherà in segno di lutto. «Ci stringiamo – affida ai social il suo cordoglio Brogi – in un abbraccio sincero e commosso ai familiari di Mattia e a tutti coloro che gli volevano bene».
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