Gioco
Raccolta delle olive, nonostante il clima la qualità in provincia di Pisa è buona
Sono 2mila le aziende olivicole impegnate nella raccolta delle olive in queste settimane
PONTEDERA. L’apertura dei 392 frantoi attivi in Toscana apre la campagna olivicola 2023/24. Sono 36 mila le aziende olivicole impegnate nella raccolta delle olive in queste settimane in tutta la regione, 2mila nella provincia pisana, dove le condizioni climatiche sfavorevoli con tanta pioggia nel periodo dell’impollinazione ed il prolungato caldo torrido, ridurranno la produzione di olio, che dovrebbe attestarsi intorno alle 12 mila tonnellate ma molto dipenderà dalle rese. Molto meglio sul fronte della qualità: la conferma arriva dalle prime spremiture che hanno già fatto intuire livelli di grandissima eccellenza del nuovo extravergine Made in Tuscany. È quando afferma Coldiretti Toscana sulla base dei dati di Ismea-Agea e del Consorzio di Tutela dell’Olio Extravergine Toscano Igp.
Lo scorso anno, grazie ad una buona annata, gli olivicoltori avevano portato in frantoio quasi 130 mila tonnellate di olive per una produzione complessiva di poco meno di 18 mila tonnellate di olio di oliva. Numeri che sarà, visti i presupposti, difficile ripetere soprattutto a causa dello sbilanciamento tra le zone costiere dove gli olivi si presentano carichi, e le zone interne dove lo sono meno.
A Pisa e provincia abbiamo 37 frantoi, con 1.200 tonnellate di olio prodotto lo scorso anno per una resa del 14%: come accennato, almeno 2 mila aziende hanno olivi e quindi fanno la raccolta.
Spiega Fabrizio Filippi, pisano di Santa Luce e presidente di Olio Toscano Igp: «L’olio extravergine pisano è di alta qualità, in linea con quello toscano in generale, per lo più proveniente dalla miscela di 4-5 cultivar pregiate».
Parlando di tipicità, a livello locale «Viene subito in mente l’olio dei Monti Pisani, nella zona fra Calci, Vicopisano, Buti e San Giuliano, come pure la particolarità della cultivar Mignola di Fauglia che si può anche usare come unica componente». La stagione purtroppo ha avuto lo stesso problema delle altre province: «La stagione lunga e piovosa di fine primavera, ancor prima del caldo e della siccità estiva, non ha danneggiato la qualità ma ha colpito fortemente la quantità di olive prodotte perché è arrivata nel delicato momento dell’allegagione, cioè il passaggio da fiore a frutto».
Ma qual è in generale la situazione dell’agricoltura pisana? Risponde Marco Pacini, presidente provinciale Coldiretti: «Il danno per gli eventi climatici è grosso come nelle altre province, purtroppo il calo della produzione colpisce tutti gli operatori in modo pesante. Resta per fortuna la considerazione che l’agricoltura nella provincia di Pisa continua a mantenere un alto livello qualitativo in generale e diverse eccellenze, che come associazione cerchiamo di valorizzare». © RIPRODUZIONE RISERVATA
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