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Ponsacco, il Comune: «I resti spuntati durante i lavori sono di porta medievale e mura»

di Andreas Quirici
Ponsacco, il Comune: «I resti spuntati durante i lavori sono di porta medievale e mura»

Un mese dopo il ritrovamento in piazza della Repubblica arriva il verdetto. Ma intanto gli scavi frenano la riqualificazione che doveva finire a inizio 2024

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PONSACCO. «Resti della porta medievale e delle relative mura, oltre ad altri elementi utili alla ricostruzione del castello». Non sembrano esserci dubbi sulla natura dei resti trovati sotto la pavimentazione durante i lavori per il rifacimento di piazza della Repubblica a Ponsacco. La determina con cui l’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Francesca Brogi affida l’incarico al geometra Alessandro Bettarini per la ricognizione dello stato di fatto rispetto a quanto emerso finora nell’attività di scavo elimina l’ipotesi emersa in un primo momento che si potesse trattare di una torre antica.

Cambia, quindi, la storia della cittadina del mobile dov’è stata convinzione per tutto questo tempo che il castello fosse contenuto tra le due porte di corso Matteotti. Il castello era molto più grande di quanto immaginato. O era in posizione diversa. Ma non era sicuramente come tutti pensavano. Dettagli rilevanti per gli amanti della storia e dell’archeologia. Ma comunque una vicenda che incide sull’attualità perché rallentano, di fatto, i lavori per la riqualificazione.

L’area di scavo in cui sono all’opera i tecnici della Soprintendenza è quella proprio di fronte al corso. Le ruspe e gli operai lavorano dall’altra parte. Ma è comunque una convivenza difficile. Delicata e poco invasiva quella di chi cerca di trovare risposte sulla storia di Ponsacco spolverando pietre e osservandone colore, posizione e composizione. Più irruenta e demolitrice quella di coloro i quali sono chiamati a ricostruire secondo un programma serrato. Che avrebbe dovuto concludersi nei primi mesi del prossimo anno. In tempo per presentare la nuova piazza della Repubblica alla cittadinanza e inserirla tra le “cose fatte” anche in vista delle elezioni di primavera che si annunciano bollenti.

In questa maniera la distruzione e il rifacimento dell’area centrale della cittadina subisce ritardi, perché la Soprintendenza ha i suoi tempi tecnici. Gli operatori inviati a Ponsacco hanno sistemi che non si conciliano con la necessità di accelerare. Per capire la storia serve calma e riflessione. Facile intuire che a una prima valutazione dei resti, seguiranno le indicazioni su come proseguire da parte dell’ente che tutela i beni culturali, architettonici e paesaggistici. Il progetto del Comune non cambia. Semmai è cruciale il tema dei sottoservizi, com’era emerso in un primo momento quando venne data notizia del ritrovamento storico.

L’amministrazione comunale dovrà seguire la strada indicata dalla Soprintendenza anche su come e, soprattutto, dove, far passare tubi dell’acqua e del gas, linee sotterranee dei sistemi di telecomunicazione e via discorrendo. Un problema non trascendentale, ma che ha comunque bisogno d’indicazioni precise. E senza l’intervento della Soprintendenza è impossibile risolverlo. Certo, qualche lavorazione può essere portata avanti senza intralciare il lavoro degli archeologi.

Ma il rischio, dal punto di vista degli amministratori ponsacchini, è che si vada davvero alle lunghe anche alla luce della probabilissima eventualità che occorra anche un progetto per valorizzare quanto rinvenuto durante quello che sembrava un’operazione già dolorosa per i tanti disagi creati soprattutto ai commercianti. Ma che allo stato attuale rischia di creare ulteriori spunti per nuove e aspre polemiche.

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