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Pontedera, Sandro Mazzinghi e la sua piazza: «Una vera icona della nostra città»

di Paola Silvi
Pontedera, Sandro Mazzinghi e la sua piazza: «Una vera icona della nostra città»<br>

Svelati la targa e il manifesto con una delle immagini più famose del pugile. La celebrazione ha aperto il fine settimana dedicato al campione del mondo

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Pontedera PONTEDERA. Chissà quante volte l’avrà attraversata. Per andare a casa, nel quartiere Bella di Mai, per arrivare in corso Matteotti, per vedere i film che proiettavano in uno dei primi cinema pontederesi, per aprire il suo ristorante, nella piazzetta del Teatro, che gestì in coppia con Loriano Bracaloni, da tutti conosciuto come Castero. Da ieri quel largo porta il suo nome. La toponomastica in via Giacomo Rossini è cambiata: ecco piazza Alessandro Mazzinghi. Pontedera abbraccia il pluricampione del pugilato, l’eroe cittadino che dal 1961 ha collezionato successi sul ring. E lo fa nel fine settimana dedicato alla sua memoria, intitolandogli uno dei suoi luoghi più cari e scoprendo il manifesto, al centro della piazza, che lo ritrae.

Poi l’omaggio a Mazzinghi culminerà stasera, alle 18,30 al Teatro Era, con la seconda edizione del premio in suo onore assegnato all’ex tecnico della Nazionale campione del mondo, Marcello Lippi, e al Club Scherma Valdera. Senza dimenticare lo spettacolo teatrale, in scena ieri sera, Il Ciclone di Pontedera, con la regia di Dario Torromeo, presente all’inaugurazione della piazza.

E insieme a lui ieri mattina, per festeggiare un avvenimento che racconta quanto il ricordo del pugile dagli occhi di ghiaccio e dai combattimenti da brividi sia ancora vivo nei cuori pontederesi, c’erano gli amici, ovviamente i figli David e Simone, i rappresentanti dell’amministrazione comunale, gli alunni delle scuole e altri due miti del pugilato, Francesco Damiani, medaglia d’argento alle Olimpiadi del 1984 e campione del mondo, e Patrizio Oliva, anche lui campione olimpico a Mosca nel 1980, ma anche europeo e mondiale. «Con orgoglio intitoliamo questa piazza a Mazzinghi – conferma il sindaco Matteo Franconi – perché rappresenta un’icona della nostra città che, a decenni di distanza, ci fa sognare ancora con le sue vittorie, che, fra l’altro, trascinarono Pontedera fuori dalla crisi. Sandro rappresenta i valori che vogliamo promuovere».

Coraggio, forza e determinazione, le parole più ricorrenti per descrivere Mazzinghi. «Sandro insegnava come fare a risollevarsi di fronte alle difficoltà – aggiunge Ugo Russo, storica voce della redazione sportiva del Giornale Radio Rai – e a riscoprire i principi fondamentali della vita, come quello della famiglia. Ai bambini chiedo di seguire la storia di Mazzinghi che ha trasmesso tanto sul ring ma anche fuori».

Un uomo, nato nel 1938, che ha passato la guerra, che ha sofferto la fame e ha trovato la chiave del riscatto, con impegno ed enormi capacità. «Quando Sandro saliva sul tetto del mondo della boxe – aggiunge Damiani – ero un ragazzino che aspettava di vedere in tv i suoi match. Quegli incontri mi hanno mostrato il senso del rispetto per l’avversario, dell’onore e la possibilità di sovvertire ogni pronostico».

Un maestro con i guantoni, un guerriero che nessuno può dimenticare. «Si onora un grande campione che spero ispiri da lassù tanti giovani affinché seguano le sue tracce per combattere la crisi generazionale che li sta affliggendo. Lo sport – conclude Oliva – va visto anche sotto l’aspetto educativo, come metafora di vita perché veicola la tolleranza, l’importanza delle regole. Dove c’è sport non ci sono bullismo, razzismo o barriere religiose e sessuali». l

Paola Silvi

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