La protesta
Santa Croce, dopo la bonifica dall’amianto l’ex Gozzini all'asta a 1,4 milioni
Nella scorsa legislatura sono stati rimossi oltre 12mila metri quadri di eternit dai tetti dei capannoni. La sindaca Deidda: «Spero si possano diminuire i volumi degli edifici presenti»
SANTA CROCE. Un altro tentativo di vendere all’asta quello che per anni è stato un grosso problema ambientale per il Comune di Santa Croce. L’area delle ex officine Gozzini, infatti, può essere acquistata al prezzo di un milione e 485mila euro con l’operazione che ha per termine il 18 dicembre. Un maxi complesso vicino al fiume Arno dove per anni si sono costruiti macchinari per conceria per poi lasciare in “eredità” un ingente quantitativo di amianto da rimuovere. Più di 12mila metri quadrati che il Comune ha rimosso al costo di 250mila euro. «Lo abbiamo fatto nella scorsa legislatura – dice la sindaca Giulia Deidda – con l’autorizzazione del ministero a essere i primi creditori degli eventuali acquirenti».
Inevitabile l’interesse dell’amministrazione comunale per questo nuovo tentativo di vendita di un complesso inserito nelle cosiddette “schede norma” del regolamento urbanistico che dettano prescrizioni per chi acquista l’immobile per poi abbatterlo e costruire. «Nel caso delle ex Gozzini la previsione è di realizzare abitazioni e uffici – riprende la sindaca –. Un piano preciso ma, probabilmente, dettato da esigenze del passato in un regolamento urbanistico sicuramente datato. Ecco perché spero che le previsioni possano essere riviste in una chiave legata più ad aree a verde che al mantenimento dei volumi presenti in quell’area».
Deidda si riferisce al nuovo piano strutturale che l’amministrazione comunale di Santa croce sta portando avanti con Castelfranco. «Spero che riusciremo ad avviare le procedure per il piano operativo – aggiunge – ma mi auguro che il lavoro che stiamo facendo in questa fase porti a una riflessione in senso più ambientalista non solo delle ex officine Gozzini, ma di tutti gli opifici industriali dismessi presenti nei nostri territori».
Un tema centrale per lo sviluppo urbanistico delle cittadine e dei paesi che sono cresciute nel tempo con la presenza di fabbriche poi chiuse e trasferite in zone industriali. E che, in molti casi, sono ancora lì senza avere avuto trasformazioni edilizie. Le ex Gozzini sono uno degli esempi più emblematici che, per sbloccarsi, ha bisogno anche di un cambiamento di vento del mercato immobiliare. Occorrono tanti soldi per acquistare e molti altri per demolire e ricostruire.
La rimozione dell’amianto è terminata nel 2018. Tre le fasi per questo intervento. Nella prima è stato tolto l’eternit dalle coperture più vicine alle abitazioni che si trovano nei paraggi per circa tremila metri quadrati del materiale potenzialmente killer. Nella seconda fase è stato provveduto a eliminare l’amianto delle coperture a quindici metri dalle case per altri 3.900 metri quadrati di eternit. L’ultima parte di questa operazione ha coinvolto la parte di amianto rimanente per 5.700 metri quadrati di materiale da smaltire.
Ora non resta che attendere eventuali movimenti da probabili acquirenti di un’area dove è stata fatta gran parte della storia industriale di Santa Croce. Ma ora sarebbe auspicabile voltare nettamente pagina per dare un volto nuovo non solo a quella zona della cittadina conciaria ma anche a tanti altri angoli del territorio in cui il segno del tempo sta diventano poco sostenibile dal punto di vista del decoro e sotto quello ambientale.
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