Sicurezza
Peccioli, dieci sindaci con Gherardini e contro la Belvedere. «Dalla società attacchi incomprensibili e scomposti»
La lettera firmata dopo che l’azienda si era scagliata contro il primo cittadino palaiese che ha presentato osservazioni ai progetti di ampliamento di discarica e del nuovo impianto
PECCIOLI. Una presa di posizione durissima, condensata in poche righe. Per chiarire da che parte stanno i dieci sindaci firmatari: al fianco del loro collega palaiese Marco Gherardini e contro la Belvedere Spa. Un intervento che arriva dopo la polemica innescata dall’articolo pubblicato lunedì scorso da Il Tirreno, nel quale abbiamo riportato il “doppio no” del Comune di Palaia ai due progetti pecciolesi per i quali è in corso il Paur (Provvedimento autorizzatorio unico regionale) : l’ampliamento della discarica di Legoli e la realizzazione del nuovo impianto (piano presentato da Belvedere Spa) e la realizzazione di un nuovo impianto da 125 milioni di euro, un ossicombustore con tecnologia flamless (che vede in cabina di regia la newco Novatosc srl, partecipata all’85% da Belvedere e al 15% dalla società Oxoco) , basato su un particolare processo di ossidazione termica mediante una tecnologia di combustione senza fiamma e che riguarda quei rifiuti che attualmente non possono essere recuperati e sono destinati alla discarica; con questa tecnologia, verrebbero prodotte delle palline di vetro per il mercato dell’edilizia, per la produzione di asfalti o terreni drenanti.
In entrambi i casi l’amministrazione comunale di Palaia ha protocollato una serie di osservazioni in vista della Conferenza dei servizi. Che non sono andate giù alla Belvedere. La società presieduta da Silvano Crecchi aveva attaccato duramente Gherardini, accusandolo tra le altre cose di essere mosso «da un’ostilità sistematica e preconcetta nei nostri confronti», sottolineando poi che già in passato «il suo fervore oppositivo sia stato esercitato con il ricorso a metodi di dubbia correttezza istituzionale, volendosi sostituire impropriamente addirittura agli organi di controllo», auspicando poi che che «per ragioni di parte, probabilmente anche politicamente speculative, non si abbandoni obiettività e correttezza istituzionale».
Parole che hanno provocato la netta presa di posizione di una parte consistente di sindaci della provincia, dall’Alta Valdera al Valdarno, fino al Lungomonte. Certo, il fronte non è compatto (tra i firmatari non ci sono per esempio il sindaco di Pontedera, Matteo Franconi e quella di Ponsacco, Francesca Brogi) , ma è comunque un pezzo importante delle istituzioni locali (e del Partito Democratico, fatta eccezione per il chiannerino Tarrini) , che si schiera contro la Belvedere.
I “ribelli” sono Cristiano Alderigi (Calcinaia) , Michelangelo Betti (Cascina) , Mirko Bini (Terricciola) , Dario Carmassi (Bientina) , Arianna Cecchini (Capannoli) , Sergio Di Maio (San Giuliano Terme) , Matteo Ferrucci (Vicopisano) , Giacomo Tarrini (Chianni) , Mirko Terreni (Casciana Terme Lari), Gabriele Toti (Castelfranco): «La società Belvedere Spa – scrivono – ha attaccato in modo scomposto il sindaco di Palaia Marco Gherardini per atti amministrativi che rientrano nelle sue prerogative e secondo indicazioni anche tecniche: desideriamo esprimere vicinanza umana e politica al sindaco Gherardini. Troviamo incomprensibile che un primo cittadino, che da tutti viene riconosciuto come disponibile al dialogo e sempre attento ad addivenire ad accordi, possa subire questa tipologia di attacco».
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