Il Tirreno

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Tra storia e leggende

Volterra meta del “turismo nero”: ecco perché tutti cercano streghe e vampiri sul colle etrusco

di Paolo Falconi
Volterra meta del “turismo nero”: ecco perché tutti cercano streghe e vampiri sul colle etrusco

Tutto avrebbe avuto inizio da una donna vissuta nel medioevo ritenuta figlia della dea Diana, che praticava l’occulto, lo insegnava e che, seppur condannata a morte nel 1300, riuscì a sfuggire all’esecuzione: il suo corpo non fu mai ritrovato

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VOLTERRA. Si fa strada un altro tipo di turismo, apparentemente meno appariscente di quello “normale”. Si tratta di quello chiamato dark. E Volterra, città etrusca dalla storia millenaria, è nota anche come la città dei vampiri. E la stessa città etrusca sembra fare sempre più proseliti proprio nel turismo dark.

Ma perché Volterra viene definita come la città dei vampiri? Stephenie Meyer, per esempio, l’autrice della saga Twilight scegliendo alcuni luoghi toscani in cui ambientare parte delle vicende di Edward e Bella, i protagonisti, guarda proprio a Volterra, dove si trova l’antica sede del concilio di vampiri: è qui che si passa dal Nuovo Mondo al Vecchio Continente. A Volterra si troverebbero i Volturi, antica e potente stirpe di vampiri che ha consacrato la città come luogo di leggende e misteri, come scrive su Dove, Eleonora Lanzetti.

Seppur la piazza principale della Volterra della saga di Twilight, sia in realtà piazza Grande a Montepulciano davanti alla macchina da presa; “sembra” palazzo dei Priori, che è il più vecchio municipio di tutta la Toscana. La città conta sei porte di accesso alla città lungo le mura etrusche.

Porta all'Arco è la più antica e l'unica rimasta per lo più intatta: le decorazioni a tre teste la rendono ancor più suggestiva. Da Porta San Felice, invece, si possono godere vedute meravigliose, proprio quelle che hanno fatto da sfondo alla travagliata storia d’amore tra i vampiri Edward e Bella. E poi, ci sarà un motivo se la fortezza/prigione ha rappresentato l’ambientazione per il secondo romanzo della saga Twilight, New Moon.

E il motivo, come si scrive anche sul sito Tuscanypeople.com forse inizia con Aradia, una strega medioevale ritenuta figlia della dea Diana, che praticava l’occulto, lo insegnava e che, seppur condannata a morte nel 1300, riuscì a sfuggire all’esecuzione e il suo corpo non fu mai ritrovato. E nel non lontano borgo di Libbiano a metà del Cinquecento, ci fu Gostanza che, non potendola condannare al rogo per mancanza di prove “serie”, venne mandata “al confino” in quel di Chianni.

Peraltro pare che Aradia non fosse l’unica strega, anzi avrebbe attratto qui numerose altre streghe provenienti da ogni parte d’Italia che, ogni notte, si riunivano per i loro sabba satanici di poco fuori delle mura cittadine, al masso della Mandringa, una roccia ferita da una strana crepa che nei secoli ha ispirato poeti, artisti e scrittori, tra i quali Gabriele D’Annunzio, che a Volterra soggiornò a inizio Novecento e proprio il paesaggio e i monumenti della città etrusca diventano occasione di analisi introspettive e di riflessioni filosofiche. Nonché spunto per il suo “Forse che sì forse che no”.

Streghe, di cui molti giurano ancora di udire le voci maligne e lamentose al calar della notte.

E poi, come detto, il potentissimo clan di vampiri, lo stesso che avrebbe ispirato il secondo capitolo della fortunata saga Twilight, che poi ha reso Volterra celebre anche in questo in tutto il mondo, trasformandola in una delle mete predilette del dark tourism.

Il turismo nero è un fenomeno globale in crescita in cui le persone decidono di visitare luoghi associati con la morte, il dolore e le tragedie, oppure teatri di disastri o i luoghi di famosi serial killer come Jack lo Squartatore a Londra. In Italia vanno per la maggiore Consonno, la “Las Vegas” della Brianza, le Catacombe dei Cappuccini a Palermo, Triora, in Liguria, il paese delle streghe.

E ora si sta affacciando pure la città di Volterra, sull’onda della saga della scrittrice americana Stephenie Meyer e il sostegno di guide e siti web specializzati in questo settore decisamente fuori dall’ordinario.




 

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