Sicurezza
Fumata grigia sul cda di Acque Spa presidenza a Millozzi “nel freezer”
Spaccatura tra i soci pubblici, tutto da rifare per i nomi dei nuovi consiglieri
i Francesco Paletti
Pontedera Fumata grigia. L’assemblea dei soci di Acque spa, quella che convocata ieri mattina e che avrebbe dovuto eleggere il nuovo consiglio d’amministrazione del soggetto idrico integrato del Basso Valdarno, si è conclusa con un rinvio a data destinarsi. Anche il passaggio teoricamente più semplice, quello che avrebbe dovuto portare all’elezione dei componenti del cda a partire da una lista di candidati già definita e teoricamente concordata, non è andato a buon fine, condizionata dalle spaccature fra i soci pubblici sul nome del nuovo presidente e sul futuro di Acque.
Non c’è voluto molto tempo, ieri mattina nella sede pisana di via Bellatalla, ai partecipanti per capire che proprio non c’erano le condizioni per trovare un’intesa. Anzi, stando ai bene informati, le fratture hanno rischiano di ampliarsi quando Coad, il consorzio che rappresenta i soci pubblici della Valdinievole, avrebbe comunicato di non conoscere, e quindi di non aver indicato, il rappresentante della lista dei consiglieri di parte pubblica che avrebbe dovuto rappresentarli nel nuovo cda.
Dubbi ve n’erano pochi, ma quel punto è stato tutto di una chiarezza cristallina: non vi erano più le condizioni per proseguire, anche perché si sarebbe rischiato di eleggere un consiglio d’amministrazione che poi, a sua volta, non sarebbe stato in grado di nominare il nuovo presidente. Sul rinvio, infatti, si sono espressi a favore quasi tutti i soci: unica eccezione Alia, l’ex Publiservizi che rappresenta i comuni dell’empolese, che ha votato contro. Favorevole, invece, il socio privato a cui non è restato altro che prendere atto delle divisioni nella compagine pubblica, da patto parasociale chiamata ad esprimere il presidente, e anche Cerbaie, il socio pubblico che, forte dell’intesa con Alia, aveva indicato nell’ex sindaco di Pontedera Millozzi il candidato presidente per la successione di Sardu.
Il rinvio di ieri mattina è tutt’altro che privo di conseguenze per gli scenari futuri. In primo luogo perché tecnicamente significa ricominciare da capo o quasi. La lista dei candidati al cda circolata finora, quella per intendersi in cui figurava anche il nome di Millozzi, candidato presidente in pectore fino a ieri l’altro, non esiste più. In gergo, da oggi «si riaprono le liste». Il che non significa che una parte o anche tutti i componenti che hanno fatto parte della lista presentata al cda di ieri mattina possano essere inseriti anche nella nuova che sarà composta nella prossime settimane.
Diverse, però, dovranno essere le intese politiche: l’asse Alia-Cerbaie, che avrebbe dovuto garantire l’elezione alla presidenza di Millozzi, infatti, alla resa dei conti non ha tenuto. Può darsi abbia bisogno semplicemente di essere ulteriormente rafforzata. Ma a questo punto non è escluso neppure che si aprano scenari completamente nuovi. Da ieri è iniziata una nuova partita. l
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