La manifestazione
Ex compagno a processo: «Botte alla compagna incinta». Il racconto del terrore in casa
Succede in provincia di Pisa. Un 36enne imputato di maltrattamenti e lesioni personali aggravate. Prima del rinvio a giudizio, è stato raggiunto dal divieto di avvicinamento alla ex
SAN MINIATO. Le liti in casa, ma non solo. Il contesto è quello familiare con una serie di episodi denunciati dalla donna che nel tempo sono diventati prima una misura cautelare nei confronti dell’allora compagno e ora un processo.
Gravi i reati contestati a un 36enne, residente nel Comprensorio del Cuoio dopo la denuncia della donna. Un processo rapido che arriva dopo il divieto di avvicinamento firmato dal gip del Tribunale per quello che adesso è imputato per i reati di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. C’è un’aggravante che rende la storia ancora più delicata e complessa di quanto già non lo sia: le vessazioni fisiche e psicologiche sarebbero avvenute durante la gravidanza della compagna. È l’accusa alla base di un processo che ieri si è aperto davanti al primo collegio del Tribunale (presidente Cipolletta, a latere Ricotti e Tellarini) con pm Egidio Celano. L’imputato è difeso dall’avvocato Ottavio Bonaccorsi, mentre la parte civile è rappresentata dal legale Stefania Vettorato.
Una vicenda dolorosa che, dopo la denuncia della donna non si è ricomposta, e che viene affrontata anche a livello civile per l’affidamento del bambino. Una guerra a tutto campo in un epilogo di sofferenza per una coppia non sposata che, prima di deragliare, aveva concepito un bimbo. Il frutto di un amore esaurito e inquinato dal rancore.
Gli episodi sarebbero avvenuti durante la convivenza. Nelle denunce della donna, che nel frattempo ha dato alla luce il piccolo, ci sono i racconti di violenze domestiche degenerate anche in aggressioni fisiche.
Litigi passati dalle urla alle reazioni scomposte dell’uomo. Scene che si ripetono, con variabili indipendenti ma nel medesimo solco, verso i traguardi di relazioni scoppiate. Ma in questa rottura, scandita da denunce e referti medici, la componente dello stato di gravidanza della futura mamma ha alzato il livello di attenzione delle forze dell’ordine.
È recente la misura cautelare del divieto di avvicinamento verso l’uomo finito a processo con un giudizio immediato saltando l’udienza preliminare. Per la Procura l’evidenza della prova non richiedeva il filtro davanti al gup. In occasione della prossima udienza a novembre sarà sentita la donna che accusa l’imputato di averla maltrattata e picchiata mentre era in attesa del loro figlio.
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