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Lavori al ponte di Castelfranco, 20 mesi di ritardo. E l’intervento è ridimensionato

di Giacomo Pelfer
Lavori al ponte di Castelfranco, 20 mesi di ritardo. E l’intervento è ridimensionato

Almeno per ora non sono previste chiusure al traffico: «Valuteremo in una seconda fase se sarà necessario lo stop»

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CASTELFRANCO. Dall’approvazione del progetto definitivo sono già passati due anni, mentre l’affidamento dei lavori risale all’inizio del 2022. Da allora solo un cantiere temporaneo, allestito e poi misteriosamente rimosso, pronto adesso a ricomparire con un ritardo di ben 20 mesi. È il cantiere per il consolidamento delle “spalle” del ponte di Castelfranco, le due strutture in mattoni su cui appoggia l’inizio e la fine del ponte, una sulla sponda castelfranchese e l’altra sul lato di San Romano.

Due strutture che a partire dalla prossima settimana saranno interessate da una serie di lavori, con un intervento tuttavia ridimensionato rispetto al progetto originario, in modo da non interferire (almeno per ora) con la viabilità soprastante. A confermarlo è la Provincia di Pisa, ente al quale fa capo la manutenzione del ponte in quanto ricadente nella Sp 6 che collega Castelfranco a Ponte a Egola. «Alcune difficoltà riscontrate dalla ditta vincitrice sono all’origine di questo ritardo» spiega il presidente della provincia Massimiliano Angori, che annuncia per i prossimi giorni «le prime operazioni di pulizia al di sotto dell’impalcato per consentire l’accesso ai mezzi».

All’origine dei lavori, inseriti in un piano di manutenzioni straordinarie dei ponti varato dalla Provincia, c’è l’indagine commissionata alcuni anni fa ad uno studio di Lucca, che aveva rilevato tutte le criticità delle due “spalle”, puntando l’attenzione in particolare sui vistosi schianti che tagliano in verticale l’antica muratura: «Lesioni severe – si legge nella relazione – che raggiungono un’apertura di 3-4 centimetri e lasciano supporre un movimento di “separazione”». Del resto, nonostante il ponte di Castelfranco sia già stato ricostruito tre volte dalla sua fondazione, le “spalle” sono sempre le stesse su cui l’ingegnere Adolfo Cerri appoggiò il primissimo ponte in ferro inaugurato nel 1889. Da qui la necessità di intervenire, con l’installazione di una serie di tiranti all’interno delle strutture. «L’intervento consiste nella realizzazione di batterie di tiranti in ciascuna delle due spalle – spiega Angori – in corrispondenza del cordolo sommitale in calcestruzzo armato. La posa dei tiranti durerà 2 settimane, poi seguiranno gli interventi di ricucitura delle lesioni e di regimentazione delle acque. Al termine dei tempi necessari per la maturazione dei tiranti verranno eseguite le operazioni di tesatura».

Su entrambe le “spalle” sono già stati eseguiti da tempo una serie di carotaggi, con gli inconfondibili fori visibili sia sul lato di Castelfranco che su quello di San Romano, dove lungo la muratura si registra anche una vistosa perdita d’acqua. In base al cronoprogramma dell’azienda, vincitrice dell’appalto con un contratto di 138mila euro più Iva, l’intervento sarà concluso entro fine ottobre. Ad ogni modo i lavori in programma sono solo una parte del progetto originario, che prevedeva anche la costruzione di nuove fondamenta alla base delle spalle, insieme alla sostituzione (solo sul lato di Castelfranco) degli appoggi fra la spalla e la travatura in acciaio. Un intervento quest’ultimo che avrebbe richiesto il sollevamento del ponte stesso, attraverso appositi martinetti idraulici in grado di alzare l’impalcato di pochi centimetri, comportando la chiusura del traffico per alcuni giorni. Una condizione che ha inevitabilmente influenzato la tempistica dei lavori, con l’obiettivo iniziale di programmarli durante la pausa estiva in modo da limitare i disagi. Tuttavia, dopo aver saltato sia l’agosto 2022 che l’agosto 2023, la Provincia ha deciso per adesso di “congelare” la seconda parte dell’intervento. «Per adesso i lavori non interferiranno in alcun modo con la viabilità – precisa il presidente Angori -. In un secondo momento valuteremo se i lavori che prevedono il sollevamento del ponte sono ancora necessari. In quel caso ovviamente la tempistica sarà concordata con l’amministrazione comunale».


 

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