Gioco
Il Cammino di Santiago con le nipoti: la sfida dell’avvocato pontederese Brini
Il 74enne è partito da Sarria con Fiamma e Vittoria
PONTEDERA. Ci sono quelli che non hanno fatto il Cammino di Santiago e ci sono quelli che l’hanno fatto. Questi ultimi sanno di far parte di una grande comunità mondiale tra i cui membri ci sarà sempre un senso di sorridente condivisione, di esperienza passata da rievocare con piacere. Perché compiere, anche un tratto di questo percorso lungo più di 800 chilometri, sulle tracce dei pellegrini del Medioevo, attraverso la Francia e la Spagna, per giungere al santuario di Santiago non è per niente scontato.
E fra le quasi 320mila persone all’anno che attira questo antichissimo crocevia, dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco, c’è anche l’avvocato Giuseppe Brini, pontederese doc, che ha deciso di cimentarsi in questa prova insieme a sua moglie e alle sue nipoti Fiamma e Vittoria, di 15 e 14 anni. Due generazioni a confronto, la saggezza e l’adolescenza, per godere di paesaggi spettacolari, per viaggiare nella natura, conoscere gente e immergersi nella storia. L’avvocato ha 74 anni, le nipoti sessanta di meno ma la proposta sui generis li ha coinvolti tutti.
«Il viaggio – spiega le motivazioni di questa scelta Brini – si utilizza spesso in letteratura come metafora per indicare il raggiungimento dei propri obiettivi e la ricerca di sé stessi. I giovani poi sono abituati a viaggiare molto sui social. L’idea è quella di affrontare invece un cammino concreto fatto di strade, luoghi reali da scoprire, persone da incontrare».
I pellegrini vanno a piedi o in bicicletta, la corsa è quasi “proibita” perché trascorrere tanto tempo sui sentieri, al di là del significato religioso che il tragitto conserva, permette di pensare, chiacchiere, conoscersi meglio. Così nonno Brini ha invitato le figlie dei suoi figli a trascorrere un periodo di vacanza fuori dai soliti schemi, dove ogni giorno sono previste sei ore circa di camminata. «Siamo partiti mercoledì – racconta – ma abbiamo iniziato l’itinerario per Santiago sabato, da Sarria, cittadina a circa 120 chilometri dalla Cattedrale che ospita la leggendaria tomba dell’Apostolo Giacomo il Maggiore. È un percorso suggestivo, il finale del Camino Francés che passa dalla verde Galizia e, per la mia età decisamente più fattibile», ci scherza su.
Sufficiente, fra l’altro, per ottenere la Compostela, il documento che attesta l’avvenuto pellegrinaggio. «L’anno scorso andammo a visitare proprio la Galizia e incrociammo alcuni pellegrini. Mi colpirono molto, così – conclude – ho pensato di provare il percorso che fonde la spiritualità, il mito, l’arte e il turismo». Un tuffo nel passato, nella fede ma anche semplicemente meravigliosi posti da fissare nella memoria. In silenzio. Un passo dopo l’altro, in un mondo parallelo e con lo zaino in spalla.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
