Gioco
I pronipoti di Adamo si emozionano in miniera: fu cassiere dell’impianto di Montecatini Val di Cecina
Colivicchi, nato nel 1840 e morto nel 1919, fu anche direttore della Fanfara dei minatori. I parenti cercano una sistemazione per soggiornare più a lungo
MONTECATINI VDC. Ritorno al passato. Quello delle miniere. Le miniere di Caporciano a Montecatini Val di Cecina, il sito di estrazione di rame più ricco di Europa nel 1800. Lo ha fatto la famiglia Colivicchi, discendenti di Adamo, storico cassiere della miniera stessa nonché direttore della Fanfara dei minatori. Adamo Colivicchi (nato nel 1840 e morto nel 1919) era il quarto dei nove figli di Giuseppe, minatore, e Orsola Barzi. Dal matrimonio con Amalia Orzalesi ebbe Emma, Torquato, Amelia, Arnaldo, Eugenio.
Arnaldo (1879-1918) fu il diretto antenato del gruppo ricevuto l’altra mattina dal sindaco di Montecatini, Francesco Auriemma. I figli di Adamo, dopo la cessazione dell’attività di Caporciano, si trasferirono a Milano, tranne Amelia (1872-1948) che alla morte del padre lo sostituì nella responsabilità amministrativa dello stabilimento minerario che mantenne fin quasi alla sua scomparsa.
È stato un ripercorrere della vita dell’antenato Adamo, entrato nello stabilimento di Caporciano all’età di dieci anni, dopo un breve periodo di inserimento come «fanciullo non arruolato» addetto alla cernita del minerale, il 1° ottobre 1851 fu assunto stabilmente in quella miniera dove prestò poi servizio per quasi settant’anni (14 lustri). Una mansione di rilievo che andrà assumendo sempre maggiore importanza e che farà di Adamo Colivicchi l’uomo di fiducia della società.
Di Adamo, appassionato musicista, è da ricordare la famosa direzione della Fanfara il 23 giugno 1878, festa di San Giovanni, a Firenze, sotto le logge dell’Orcagna. L’ampia cronaca della manifestazione sottolinea più volte che «l’esecuzione dei pezzi diretti dal capobanda Adamo Colivicchi fu inappuntabile, e più volte eccitò fragorosi applausi» del pubblico incuriosito anche dalla particolare divisa con cui i musicisti si erano presentati.
Accompagnati dal sindaco Auriemma, i suoi pronipoti, emozionati e desiderosi al tempo stesso di riscoprire i luoghi delle origini, hanno visitato il Parco museale della miniera di Montecatini Val di Cecina), fiduciosi di poter tornare a breve e trovare una sistemazione che consenta loro di soggiornare più a lungo in quello che considerano il loro paese.
Intanto proprio la miniera si prepara a vivere le ultime due serate della cena al chiar di luna: domani, e venerdì 1° settembre. Occorrono le prenotazioni online (www.museodelleminieremontecatini.it/la-miniera-al-chiar-di-luna) per non perdere l'opportunità della cena (23 euro) o abbinarvi la vista guidata (28 euro). Continueranno le visite guidate.
La miniera di Montecatini Valdicecina è un’antica miniera di rame situata a circa un km dal paese. Rimasta attiva fino al 1907 è stata nel XIX secolo la più grande d’Europa. Qui è nata la società Montecatini, una delle maggiori industrie europee, confluita poi nella celebre Montedison. Per i visitatori è l’occasione di un viaggio per conoscere le tecniche di estrazione e le storie dei minatori.
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