Il dolore
Cadavere recuperato nell’Arno, dall’autopsia non è emersa alcuna lesione
Pontedera, sul corpo non ci sono fratture o segni violenti. Potrebbe trattarsi di un immigrato africano, i particolari dell’abbigliamento
PONTEDERA. Nessuna frattura, né lesioni interne e quelle che compaiono sul corpo sono compatibili con una lunga permanenza in acqua.
L’autopsia sul corpo dell’uomo ripescato in Arno giovedì scorso non svelerebbe cause violente per spiegare un decesso che sarebbe attribuibile al solo annegamento.
Quello che è certo è che la salma resterà in una cella frigorifera all’istituto di medicina legale di Pisa perché dal giorno del ritrovamento nessuno si è fatto avanti per reclamarla.
Non aiuta la compiuta identificazione nonostante le comunicazioni diramate dai carabinieri di Pontedera alla ricerca di persone scomparse, soprattutto nelle province in cui scorre l’Arno. Potrebbe trattarsi di un immigrato africano.
Per arrivare a un’identificazione certa i carabinieri hanno diffuso due elementi del cadavere, alto circa 1, 75 metri: la maglia indossata, di colore nero con un logo riportante le lettere M e L sovrapposte in caratteri neri su sfondo rosso e un paio di scarpe in tessuto di colore nero taglia 44 marca “Skechers” con logo grigio.
Chiunque avesse informazioni o riconosce tali indumenti per poter risalire all’identità della persona è pregato di contattare il comando Compagnia carabinieri di Pontedera telefonando allo 0587 210900.
Prematuro ipotizzare come la persona sia finita nel fiume. Tra gesto volontario o volo accidentale, a meno che l’uomo non abbia nessun familiare prossimo, l’orizzonte a cui guardano gli investigatori è quello di una famiglia che cerca un parente scomparso.
Serve un riscontro certo sull’identità dell’uomo che nessuno cerca da molto tempo e che anche da vivo non doveva grandi frequentazioni.
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