Sicurezza
Morte di Mazzone, il vice Menichini: «La corsa verso la curva dell'Atalanta? Impossibile fermarlo»
Il tecnico ponsacchino, classe 1953, è stato al suo fianco per 14 stagioni: «Addio maestro Carletto, mister sottovalutato»
PONSACCO. Carletto Mazzone, morto sabato all’età di 86 anni, ha avuto tra i suoi “discepoli” il ponsacchino Leonardo Menichini, che per quattordici stagioni gli si è stato seduto al suo fianco in panchina come vice nel Bologna, Brescia, Cagliari, Roma, Napoli, Perugia e Livorno.
«Un uomo sincero, vero passionale, onesto – ha raccontato in queste ore l’ex tecnico del Pisa nella stagione 2013/14 –. Per me è stato maestro di vita, padre, fratello. Come allenatore è stato sottovalutassimo. Sbaglia chi lo ha fatto passare come un difensivista. Prima di diventare suo vice, mi aveva allenato per cinque anni da giocatore. Io e Claudio Ranieri eravamo i suoi difensori centrali. Lì abbiamo vinto lo scudetto dell’onestà, diceva sempre Carlo; siamo stati ripescati per le retrocessioni a tavolino di Milan e Lazio immischiate nel calcioscommesse. Poi mi volle poi all’Ascoli. E quando smisi di giocare, dopo aver preso il patentino e aver allenato un anno al Riccione, mi chiamò quando era al Cagliari. “Che ne dici di venire a darmi una mano?”. Restammo insieme fino agli indimenticabili, meravigliosi anni di Brescia».
Menichini è stato l’uomo che ha provato a fermarlo nella folle e storica corsa sotto la curva dell’Atalanta dopo il terzo gol di Baggio a Brescia che inchiodò il risultato sul 3-3 dopo una rimonta incredibile da parte dei bresciani che erano sotto di tre gol alla fine del primo tempo e nella ripresa riuscirono a recuperare il risultato al novantesimo. Mazzone esplose. «Allora aveva 64 anni – ricorda il tecnico ponsacchino – e nonostante fossi più giovane di lui di 16 non riuscii a fermarlo. Mai visto correre in quella maniera. Poi però si scusò con l’arbitro Collina».
Anche sulla panchina della Roma sono state stagioni di grandi soddisfazioni per la coppia Menichini-Mazzone. «Ricordo quando vincemmo il derby contro la Lazio per 3-0. Gli dissi “salutiamo in pubblico mister” e lui mi rispose “ma che pubblico, si va sotto la curva sud a festeggiare”. Abbiamo vissuto momenti di grandi emozioni in quelle stagioni». Mazzone cambiò ruolo a Pirlo. «Lo decise in pizzeria – racconta Menichini – . Mi disse “che ne dici se lo spostassimo davanti alla difesa?”. E così fece da giorno dopo». Pirlo è poi diventato in quel ruolo uno dei migliori al mondo.
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