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Pontedera, il Comune cerca partner per gli uffici al Palazzo Rota per il lavoro condiviso

di Paola Silvi
Pontedera, il Comune cerca partner per gli uffici al Palazzo Rota per il lavoro condiviso

Pubblicato il bando per la co-progettazione

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PONTEDERA. Il Comune di Pontedera cerca soggetti del terzo settore interessati a co-progettare gli spazi di coworking che nasceranno nei locali al primo piano del Palazzo Rota, quello che ospitava gli uffici del Cpt, nel quartiere della stazione, in via Sacco e Vanzetti. E la pubblicazione del bando è l’ultimo passaggio di un percorso iniziato qualche mese fa, dedicato a chi ha difficoltà a reperire luoghi di lavoro dove poter svolgere la propria attività. A chi magari preferisce non andare in ufficio perché ha la sfortuna di abitare distante e deve passare parecchio tempo nel traffico o sui mezzi, oppure a chi, come i freelance, i talenti del digitale, i giovani professionisti proprio l’ufficio non ce l’hanno e hanno bisogno di lavorare in smart.

Così, dopo la risistemazione dell’immobile e l’attivazione lelle linee Internet, è arrivato il momento di avviare un’indagine che porti a trovare un gestore. E, alla base dell’iniziativa c’è un’evidente spinta alla condivisione, di stanze, di menti, di idee. «Il coworking – si legge nel bando – rappresenta un’alternativa, a costi contenuti, al lavoro nella propria abitazione o a sistemazioni occasionali per imprenditori o aspiranti tali che, in ogni caso, non necessitano di un ufficio strutturato a tempo pieno oppure, soprattutto nella fase iniziale della propria attività, non possono economicamente permetterselo. Ma risponde anche a un’altra necessità: quella di creare sinergie, contatti, relazioni tra persone, un processo sociale collaborativo ed informale dove le conoscenze, le competenze e le aspirazioni si possono incontrare e scambiare. Non è solo uno spazio fisico, ma è anche una comunità dove i partecipanti ricavano i vantaggi che scaturiscono dalla condivisione di obiettivi e problemi comuni, in particolare quelli delle start up».

Perché l’intenzione non è solo quella di dare un’occasione a chi, per vari motivi, non può averla, ma è anche quella di puntare su probabili matrimoni professionali. Di fatto si sceglie il coworking soprattutto per la possibilità di interagire e condividere conoscenze, di sviluppare aree di interesse legate a diverse professionalità, dalla comunicazione alla rigenerazione urbana, dalla grafica al design, e di organizzare i tempi di lavoro secondo le proprie esigenze. Chi avrà i requisiti potrà accedere al luminoso ambiente, dotato anche di terrazzo, gratuitamente per due anni. Saranno attive 15 postazioni con tutti i comfort, e con un’attenzione particolare alle quote rosa.

I soggetti del terzo settore, come associazioni, imprese sociali e cooperative, che vorranno invece candidarsi per essere partner dell’amministrazione pontederese nel progetto, dovranno presentare una proposta, con scadenza fissata per il 20 settembre, tesa «alla trasformazione – riporta il documento – dei locali di proprietà comunale, compresa la fornitura degli arredi e alla successiva gestione degli stessi, con il controllo e la vigilanza sul corretto utilizzo degli spazi e con un’offerta di attività di animazione rivolte ai giovani e al quartiere, tramite lo strumento del coworking». La convenzione avrà una durata biennale ma potrà essere rinnovata anche per ulteriori due anni.


 

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