La protesta
Pontedera, il Comune cerca partner per gli uffici al Palazzo Rota per il lavoro condiviso
Pubblicato il bando per la co-progettazione
PONTEDERA. Il Comune di Pontedera cerca soggetti del terzo settore interessati a co-progettare gli spazi di coworking che nasceranno nei locali al primo piano del Palazzo Rota, quello che ospitava gli uffici del Cpt, nel quartiere della stazione, in via Sacco e Vanzetti. E la pubblicazione del bando è l’ultimo passaggio di un percorso iniziato qualche mese fa, dedicato a chi ha difficoltà a reperire luoghi di lavoro dove poter svolgere la propria attività. A chi magari preferisce non andare in ufficio perché ha la sfortuna di abitare distante e deve passare parecchio tempo nel traffico o sui mezzi, oppure a chi, come i freelance, i talenti del digitale, i giovani professionisti proprio l’ufficio non ce l’hanno e hanno bisogno di lavorare in smart.
Così, dopo la risistemazione dell’immobile e l’attivazione lelle linee Internet, è arrivato il momento di avviare un’indagine che porti a trovare un gestore. E, alla base dell’iniziativa c’è un’evidente spinta alla condivisione, di stanze, di menti, di idee. «Il coworking – si legge nel bando – rappresenta un’alternativa, a costi contenuti, al lavoro nella propria abitazione o a sistemazioni occasionali per imprenditori o aspiranti tali che, in ogni caso, non necessitano di un ufficio strutturato a tempo pieno oppure, soprattutto nella fase iniziale della propria attività, non possono economicamente permetterselo. Ma risponde anche a un’altra necessità: quella di creare sinergie, contatti, relazioni tra persone, un processo sociale collaborativo ed informale dove le conoscenze, le competenze e le aspirazioni si possono incontrare e scambiare. Non è solo uno spazio fisico, ma è anche una comunità dove i partecipanti ricavano i vantaggi che scaturiscono dalla condivisione di obiettivi e problemi comuni, in particolare quelli delle start up».
Perché l’intenzione non è solo quella di dare un’occasione a chi, per vari motivi, non può averla, ma è anche quella di puntare su probabili matrimoni professionali. Di fatto si sceglie il coworking soprattutto per la possibilità di interagire e condividere conoscenze, di sviluppare aree di interesse legate a diverse professionalità, dalla comunicazione alla rigenerazione urbana, dalla grafica al design, e di organizzare i tempi di lavoro secondo le proprie esigenze. Chi avrà i requisiti potrà accedere al luminoso ambiente, dotato anche di terrazzo, gratuitamente per due anni. Saranno attive 15 postazioni con tutti i comfort, e con un’attenzione particolare alle quote rosa.
I soggetti del terzo settore, come associazioni, imprese sociali e cooperative, che vorranno invece candidarsi per essere partner dell’amministrazione pontederese nel progetto, dovranno presentare una proposta, con scadenza fissata per il 20 settembre, tesa «alla trasformazione – riporta il documento – dei locali di proprietà comunale, compresa la fornitura degli arredi e alla successiva gestione degli stessi, con il controllo e la vigilanza sul corretto utilizzo degli spazi e con un’offerta di attività di animazione rivolte ai giovani e al quartiere, tramite lo strumento del coworking». La convenzione avrà una durata biennale ma potrà essere rinnovata anche per ulteriori due anni.
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