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Pontedera

La cerimonia

Nove posti da medico di famiglia ma il bando della Regione è un flop

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Preoccupazione per gli incarichi definitivi in Valdera e Valdicecina

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PONTEDERA. Meno di dieci medici di base a cui affidare un incarico definitivo nel territorio della Società della Salute Alta Valdicecina-Valdera. Ma dal bando proposto dalla Regione non arrivano buone notizie. Perché da una prima analisi a livello toscano, risulterebbero pochi dottori disposti ad accogliere l’invito rispetto ai 250 posti complessivi disponibili. «Al momento non abbiamo risposte certe – dice Patrizia Salvadori, direttrice della Società della Salute – ma quello che circola è che il bando non sia andato benissimo».

L’ente presieduto dal sindaco di Pontedera, Matteo Franconi, tra le sue necessità aveva inserito due posti per la zona di La Rosa, uno per l’ambito di Pontedera, due per l’area di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina e altrettanti per Bientina. Nei prossimi giorni arriveranno notizie su quanti hanno accettato incarichi a tempo indeterminato e per quali zone della provincia di Pisa. La sensazione è che alcune criticità restino tali, almeno in alcune aree. «A La Rosa, per esempio, dovremo sostituire due medici che sappiamo già andranno in pensione tra la fine di settembre e il mese di ottobre – prosegue Salvadori –. Per questo avevamo fatto richiesta per due posti». Poi c’è l’ambito di Pomarance e Castelnuovo nel “bistrattato” territorio della Valdicecina dove spesso si verificano problemi di carenza di personale dal punto di vista dei medici in generale. Anche in questo caso ci potrebbero essere notizie negative.

«Fino a quando non avremo l’ufficialità continuo a nutrire speranze che si possano ottenere medici con incarichi definitivi – dice ancora la presidente della Società della Salute Alta Valdicecina-Valdera –. E, comunque, avremo sempre la possibilità di usufruire di personale con incarichi temporanei che possiamo gestire tramite bandi».

Resta il fatto che un mestiere ambito e considerato dal punto di vista sociale, con un ruolo fondamentale per le popolazioni soprattutto dei piccoli e periferici centri abitati è diventato, come in tanti altri settori, registra numeri molto bassi. In pochi vogliono confrontarsi con realtà decentrate in cui le distanze sono notevoli e in cui la mole di lavoro è sempre molto alta. La speranza, per Valdera e Valdicecina, è che quelle poche risposte positive al bando della Regione riguardino questi territori.

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