Il Tirreno

Pontedera

Il lutto e la rabbia

Operaio morto a Santa Croce, il fratello: «Non dimenticatevi di Alberto, basta morti sul lavoro»

di Andreas Quirici

	Alberto Fontanelli 
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Alberto Fontanelli 

Il racconto di Alessandro Fontanelli dopo la tragedia che ha privato una famiglia di un padre e un marito

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Santa Croce «Dobbiamo fare chiasso su questa storia, perché altrimenti non si risolverà mai niente. Ci sono 500 morti sul lavoro con altrettante famiglie che piangono. E questo non va bene». Alessandro Fontanelli è il fratello gemello dell’addetto alla manutenzione morto nel pomeriggio mercoledì 9 agosto al depuratore Aquarno di Santa Croce, cadendo dentro a una vasca che, normalmente serve per la raccolta dei fanghi conciari, ma che da venerdì è inutilizzata visto che l’impianto è fermo per la pausa estiva. Alberto Fontanelli, 44 anni originario di Corazzano, nel comune di San Miniato, abitava con la moglie nella zona della Fornace a Pontedera. Insieme al collega e amico Manuele Tulliani avrebbe dovuto effettuare la manutenzione di quella parte del depuratore. La dinamica dell’incidente mortale è ancora in corso. I tecnici della medicina del lavoro dell’Asl Toscana Centro è ancora in corso. Ma la relazione indirizzerà l’inchiesta della procura di Pisa che, molto probabilmente procederà per omicidio colposo.



Fuori pericolo

Al momento Aquarno non è sotto sequestro. E neppure la vasca dove i due operai sono caduti e da cui Tulliani è stato tirato fuori vivo, ma in gravi condizioni. Per fortuna i medici dell’ospedale Cisanello di Pisa dov’è stato portato con l’elisoccorso, hanno sciolto la prognosi, escludendo lesioni interne. Il dipendente del depuratore ha varie fratture ma sembra fuori pericolo. «Quando si riprenderà potrà raccontare così successo poco prima di cadere», dice ancora Alessandro Fontanelli il quale abita a Certaldo ed è titolare del locale La taverna del castello a Castelfalfi. La famiglia non ha ancora nominato un legale, mentre attende di conoscere la data per l’autopsia a medicina legale, dove la salma di suo fratello è stata trasferita. Solo dopo l’esame si potrà capire com’è morto il 44enne ricordato ieri mattina con un presidio da sindacalisti e lavoratori di fronte ai cancelli di Aquarno e commemorato dalla società di calcio del Corazzano con un post su Facebook: «Esprimiamo le più sentite condoglianze ai familiari di Alberto Fontanelli, scomparso a soli 44 anni, a causa di un incidente sul lavoro. Un abbraccio forte e sincero». Parole che riassumono il sentimento di un piccolo paese arrampicato sulle colline di San Miniato. È qui che Alberto e Alessandro sono nati e cresciuti, insieme alla sorella maggiore Samantha e ai genitori pensionati Mirella e Aleandro, quest’ultimo ex dipendente del suolificio Hilton di Castelfranco. A loro sono andate le più sincere condoglianze da parte di tutta la comunità di Corazzano. «Qui ci conosciamo tutti – dice Marzio Fiaschi che, tra le altre cose fa anche il direttore sportivo della squadra di calcio della frazione – e tutti si danno da fare per il bene del paese. Che si tratti di pallone, del circolo o della sagra. E anche la famiglia Fontanelli è molto attiva. La perdita di Alberto è un lutto per tutti noi».

Massima collaborazione

Difficile per ora dire cosa sia successo sopra quella vasca di raccolta dei fanghi conciari bisognosa di manutenzione. Le prime ipotesi parlano dei due imbracati regolarmente, ma non ancora agganciati al cavo di sicurezza. Un’altra certezza riguarda la copertura del grosso contenitore alto tra i quattro e i cinque metri. Un maxi-tappo che forma una sorta di cupola in vetroresina che avrebbe ceduto sotto il loro peso. Probabilmente è proprio questo uno degli elementi su cui dovranno far luce i tecnici della medicina del lavoro dell’azienda sanitaria di Firenze, Pistoia, Prato ed Empoli. Ieri mattina, c’è stato un incontro tra i vertici di Aquarno e dell’Associazione conciatori da cui è emersa la disponibilità alla massima collaborazione con le autorità per fare chiarezza su un episodio che segna ulteriormente un depuratore su cui già grava un’inchiesta per smaltimento illecito di rifiuti come quella denominata Keu.

L’arrivo dell’Arma

«È presto per poter dire cosa sia davvero accaduto – dice ancora Alessandro Fontanelli – ma vogliamo sapere la verità». Il fratello gemello della vittima racconta di com’è venuto a conoscenza della tragedia: «Abbiamo letto la notizia su Internet nel tardo pomeriggio. Così ho cominciato a chiamare la moglie di Alberto che, però, non rispondeva. Poi le telefonate degli amici e alla fine la visita dei carabinieri a casa dei miei genitori hanno confermato tutto».

Corto circuito

Quello tra il ristoratore e la cognata, Daniela Vanvitelli, anche lei dipendente di Aquarno, al laboratorio analisi, madre di due figli, di cui uno nato dalla relazione con Alberto Fontanelli è un filo diretto che l’altro giorno si è interrotto per alcune ore. Il tempo in cui la notizia è giunta alla moglie dell’operaio morto e, fatalmente, ha creato un corto circuito di emozioni. Ore senza risposte mentre la donna si disperava e, dall’altra parte la tensione si trasformava in spasmodica attesa che quelle sensazioni di dramma fossero solo un brutto sogno. Invece l’arrivo dell’auto dei militari dell’Arma nell’abitazione di famiglia a Corazzano hanno tolto ogni dubbio. Facendo scendere un velo di tristezza e disperazione sul paese tra le colline. l

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