Sicurezza
Cuore, sacrifici e 23 anni di attesa: ora René è davvero “pontederese”
Cittadinanza a Gomis, prima volontario e poi assunto dalla Misericordia
PONTEDERA. «Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato». René Gomis non si sente più straniero a casa propria. Ha giurato davanti al tricolore a Palazzo Stefanelli. Finalmente è italiano. Finalmente, perché René era pontederese per tutti ma non per i suoi documenti. La sua è una storia lunga 23 anni. Tanti ne sono serviti a René per ottenere la cittadinanza dopo il suo arrivo dal Senegal nel 2000. Una lunga attesa fatta di tanti incontri e di altrettante iniziative utili agli stranieri e alla collettività, compreso il suo servizio di volontariato alla Misericordia di Pontedera che ha iniziato poco dopo aver messo radici nella città della Vespa. Una vita racchiusa in poco più di due decenni che trova un lieto fine, «aspettato – dice – da almeno dieci anni».
Fa i conti René perché sentirsi italiani dentro non basta. Decidere di esserlo non è sufficiente. Bisogna dimostralo anche sulla carta. «Sono venuto a Pontedera nel 2000 – racconta – a trovare un amico perché sono molto credente ed era l’anno del Giubileo e volevo vivere questo momento proprio in Italia, dov’era il Papa. Poi mi sono trovato benissimo e sono rimasto». Un colpo di fulmine insomma. Qui René ha trovato amici, un’atmosfera accogliente e familiare. Nessun problema di inserimento, nessuna incomprensione. «Sentivo il bisogno di darmi da fare, di mettermi a disposizione. Così ho cominciato a fare volontariato alla Misericordia. Le cose sono andate alla grande. Vado d’accordo con tutti», aggiunge René.
Gentile e disponibile, ha sempre un’attenzione per tutti. «Adesso sono anche assunto dalla Misericordia – spiega – dove lavoro come autista e soccorritore. È la mia seconda famiglia». La prima è formata dalla moglie Josiane Demba Mancabo e dai figli Louis Francois, Albert Cappa e Christophe Theophil, rispettivamente di 14, dodici e dieci anni. «Loro sono nati a Pontedera e hanno ricevuto la cittadinanza italiana insieme a me», specifica felice.
Instancabile, impegnato nel sociale René è conosciutissimo a Pontedera e in molti hanno gioito per il traguardo raggiunto. Dai dipendenti e dai volontari della Misericordia agli amici, alle persone che hanno avuto il piacere di incrociare la sua strada e di creare con lui e con la sua famiglia legami speciali. «Per noi – dicono dalla Misericordia – questa cerimonia è stata una giornata di festa perché il nostro confratello e dipendente René ha acquisito la cittadinanza italiana. Vogliamo essergli vicino e fargli davvero tante congratulazioni». Perché quel giuramento pronunciato davanti al vicesindaco Alessandro Puccinelli corona anni di sacrifici, speranze, progetti di vita e cancella difficoltà e questioni burocratiche.
«È stata una soddisfazione – conferma Puccinelli – la stessa che ho letto nei suoi occhi, quella di poter partecipare in modo completo alla vita della nostra comunità dove lui è per altro già ben inserito e si dedica con dedizione in tanti settori, compreso quello del volontariato». E René stringe fra le mani la pergamena, abbraccia i figli e la moglie, firma e sorride all’obiettivo che immortala la conclusione di un percorso e l’inizio di un altro, quello da cittadino pontederese a tutti gli effetti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
