Sicurezza
Castelfranco di Sotto, i ladri entrano in chiesa e rubano i candelabri antichi
A Montefalcone i malviventi hanno portato via anche il crocifisso e un quadro. A dare l’allarme il custode
CASTELFRANCO. I ladri sono entrati forzando una porticina laterale che immette in sacrestia, sul lato sinistro della chiesa, invisibile da chi transita a piedi o in auto lungo la strada. Una volta dentro hanno arraffato i candelabri ottocenteschi in legno, il crocifisso dell’altare e soprattutto un pregevole quadro della crocifissione, conservato in una teca, forse il vero e il principale obiettivo del furto. È quanto avvenuto nella chiesa di San Quirico e Santa Giulitta e Montefalcone, nel Comune di Castelfranco.
A dare l’allarme, ieri mattina, è stato il custode Marco Forconi, che da alcuni anni si occupa insieme ai familiari della pulizia della chiesa e della manutenzione del verde esterno, in occasione delle poche messe che vengono organizzate durante l’anno. L’ultima risale al 17 giugno per la ricorrenza di San Quirico, mentre ieri mattina Forconi era tornato a Montefalcone per cercare delle lapidi. È in questo lasso di tempo lungo un mese e mezzo che si colloca il furto, che può essere avvenuto in questi ultimi giorni così come alcune settimane fa.
«Ho amici che vanno a camminare ai quali chiedo sempre di dare un’occhiata – racconta Forconi – anche se la porta da cui sono entrati è impossibile da vedere dalla strada. Bisogna andarci apposta come ho fatto io. Appena ho visto la porticina aperta mi si è gelato il sangue».
Immediato l’allarme al parroco don Ernesto Testi, arrivato poco dopo le 12 prima di recarsi alla stazione dei carabinieri di Castelfranco per sporgere denuncia. «Hanno portato via una decina di candelabri in legno risalenti all’Ottocento – spiega don Ernesto – insieme a un crocifisso e al quadro conservato in una teca a sinistra dell’altare. Adesso parlerò col responsabile diocesano per capire se l’opera era tra quelle catalogate tra i beni artistici della Curia di San Miniato».
«Quando ero bambino – riprende Forconi – ricordo che l’ultimo parroco che ha abitato a Montefalcone, il vecchio don Nicola, ripeteva sempre che questo quadro era di grande valore: lo copriva e ogni tanto lo nascondeva. Per fortuna altre opere di pregio si sono salvate, di cui alcune saranno trasferite adesso in Collegiata. Dispiace perché questa chiesetta è un luogo del cuore, per me come per tanti castelfranchesi».
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