Il Tirreno

Pontedera

L'intervista

Brogi: «Ho reso Ponsacco più sicura ora intervenga anche il governo»

di Andreas Quirici
La sindaca di Ponsacco Francesca Brogi, con il suo vice Massimiliano Bagnoli
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La sindaca di Ponsacco Francesca Brogi, con il suo vice Massimiliano Bagnoli

A meno di un anno dalla fine del secondo mandato la sindaca a tutto campo. «Un piano con la Regione e l’amministratore per Palazzo rosa post-sgombero»

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Ponsacco Il nodo Palazzo rosa, l’incognita Mostra del Mobilio, i ritardi del cantiere (dell’Asl) per il nuovo distretto sanitario. Ma anche la rivendicazione degli interventi fatti – o in corso – in tema di sicurezza e decoro urbano, oltre che a sostegno del commercio. Francesca Brogi è pronta ad affrontare il rush finale (a meno di un anno dalle prossime amministrative) del suo secondo e ultimo mandato di sindaca di Ponsacco, dopo essere stata eletta la prima volta, appena 26enne nel 2014 e confermata nel 2019.

Tra i punti del programma elettorale c’è il distretto sanitario che ha incontrato non pochi problemi. A che punto siamo con i lavori e quando l’Asl consegnerà la nuova struttura?

«Il cantiere è di competenza dell’Asl. Si tratta certamente di un intervento importante, per questo ho mantenuto un contatto costante con l’Asl e la Regione per avere aggiornamenti sull’esecuzione dei lavori e sulle sue tempistiche. I problemi sono stati molti, dovuti prima al blocco del cantiere a causa del Covid e poi al rincaro dei prezzi dei materiali e alla difficoltà di reperirli a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina e dell’inflazione. Il mio auspicio è che l’opera possa concludersi entro la fine del mio mandato».

Via Rospicciano nel programma elettorale veniva menzionato come un progetto da realizzare con l’eventuale nuova proprietà. È confermato il fatto che entro l’anno il Palazzo rosa sarà sgomberato? Avete già impostato il passaggio successivo per gestire l’edificio una volta che le famiglie saranno uscite?

«Gli sfratti e lo sgombero degli appartamenti stanno procedendo, ad oggi sono stati liberati un terzo dei locali. Contemporaneamente abbiamo avviato un dialogo sia con il nuovo amministratore di condominio dell’immobile che con la Regione per un possibile progetto di riqualificazione dello stabile che metta insieme pubblico e privato. Penso che da qui al prossimo anno, la maggior parte degli appartamenti sarà liberata. Tutto dipenderà dalle tempistiche degli sfratti e dalla capacità di trovare nuove soluzioni abitative per le famiglie in gravissima difficoltà».

La Mostra del Mobilio è un edificio storico ma ingombrante. Posto che si tratta di una proprietà privata, che novità ci sono per un’eventuale vendita e successivo utilizzo del palazzo?

«L’immobile è nelle mani del liquidatore. Abbiamo convocato i soci della cooperativa che ci hanno comunicato la volontà di vendere, ma ad oggi purtroppo non è pervenuta nessuna richiesta concreta in tal senso. Qualora ci fosse un acquirente, c’è la nostra piena volontà di mettersi intorno a un tavolo per studiare le eventuali soluzioni urbanistiche necessarie a dare nuova luce allo stabile».

Capitolo commercio. Che bilancio si può fare di aperture e chiusure di attività in centro e quali sono (se ci sono) i prossimi passaggi per incentivare nuove aperture?

«Bisogna distinguere tra il centro storico e il resto del territorio. Infatti se si guardano i numeri della Camera di Commercio il nostro comune è saldamente al secondo posto per numero di attività in Valdera, seconda solo a Pontedera, con aree di espansioni estremamente interessanti come la via di Gello, viale Italia e la via Valdera P. Ciò premesso, se si fa una fotografia delle attività insediate nel centro storico nel giugno del 2014, quando sono stata eletta, e la si confronta con il dato attuale, si può dire che è stato invertito un trend negativo e che adesso siamo in una lieve fase di crescita con un totale di 5 attività in più. Dagli anni ‘80 in poi in Italia è in atto uno svuotamento del commercio al dettaglio nei centri storici non turistici a scapito della media e grande distribuzione commerciale. Contemporaneamente nell’ultimo decennio hanno agito la crisi economica, la pandemia ma soprattutto la crescita esponenziale del commercio online. Per tutti questi motivi anche una pur lieve crescita va vista in maniera positiva. Va chiaramente rafforzata attraverso una grande operazione di riqualificazione urbana e mantenendo gli incentivi: due anni di affitto gratis per le nuove aperture; rimborso fino al 50% per i lavori di ristrutturazione finalizzati a nuove aperture; abolizione della tassa sul suolo pubblico».

Pensa che la riqualificazione di piazza della Repubblica insieme agli interventi per il decoro urbano possano influire su una rivitalizzazione del corso e delle strade limitrofe?

«Siamo convinti che investire sulla bellezza sia importante per rendere sempre più attrattivo un luogo. Per questo abbiamo fatto investimenti importanti con il progetto di riqualificazione artistica curato dall’architetto Bartalini e ora con il rifacimento di piazza della Repubblica e dei marciapiedi del centro storico. L’obiettivo di questa riqualificazione estetica è stato per altro condiviso con le associazioni di categoria dei commercianti. Inoltre, grazie a un bando del Pnrr con il quale abbiamo ottenuto 5 milioni di euro riusciremo anche a riqualificare completamente Palazzo Valli portandovi ulteriori nuovi servizi e potenziando gli spazi a disposizione per la vita associativa. Un modo per portare nuovi utenti in centro a benefici anche delle attività che ci sono. Con questi investimenti il volto del centro storico cambierà completamente e ci auguriamo che tutto questo possa aiutare nuove attività ad insediarsi».

Sicurezza: che considerazioni si possono fare dopo le tante polemiche?

«La sicurezza dei cittadini è stata da sempre una mia priorità. Ne sono prova i forti investimenti fatti sulla videosorveglianza dal 2014 al 2018, prima ancora della nascita del “ghetto” di via Rospicciano. Siamo stati tra i primi in provincia ad attivare le telecamere a lettura targa, ben 5 posizionate all’ingresso delle principali strade del paese. Durante il mio mandato siamo passati dalle 15 telecamere attive nel 2014 alle oltre 50 che saranno operative a fine luglio. Senza considerare l’aumento di organico della polizia municipale, l’inserimento di personale di controllo sui pulmini delle scuole, il presidio dei vigili all’entrata e uscita delle medie, l’attivazione di un custode ai giardini pubblici di via Don Minzoni. Contemporaneamente abbiamo dato avvio a progetti sociali collaterali al tema della sicurezza, come il progetto contro il bullismo e in generale per supportare il disagio giovanile e il servizio di monitoraggio del territorio da parte delle associazioni di volontariato di carabinieri e polizia. Per ciò che ci compete abbiamo fatto tanto. Non è un caso se grazie alle nostre telecamere sono stati individuati responsabili di episodi di microcriminalità e non è casuale che nel 2022 abbiamo sequestrato 50 mezzi e fatto circa 2.500 contravvenzioni. Dopodiché è evidente che a Ponsacco abbiamo avuto alcuni problemi in più per colpa del “ghetto” di via Rospicciano, ma i dati statistici dimostrano che è in atto una crescita degli episodi di violenza in tutta Italia. Serve un ampliamento dell’organico delle forze dell’ordine, la certezza della pena, ma anche politiche di ridistribuzione della ricchezza che riducano quelle sacche di povertà dove ha terreno fertile la criminalità. Non si può pensare che i sindaci possano contrastare la criminalità con le telecamere e la polizia municipale. Questo governo ha costruito il suo consenso sulla sicurezza, anche a Ponsacco ci aspettiamo fatti concreti».

Un altro tema caldo è quello delle due squadre di calcio e la gestione dello stadio comunale, quali sviluppi ci sono ed è possibile che si possa arrivare ad aggiudicare la gestione dell’impianto a un unico soggetto?

«Nell’attesa che si chiuda la diatriba legale con il vecchio gestore, i nostri uffici stanno valutando la formula dell’affidamento diretto di qualche mese dei nostri campi sportivi. Chiunque sarà il gestore è chiaro che entrambe le squadre potranno giocare le partite di campionato al comunale di viale della Rimembranza a patto che si rispettino le elementari regole di utilizzo».

Viabilità. Nel programma elettorale si parlava di mobilità leggera con un riferimento anche al progetto Linking Valdera, promosso dal Comune di Peccioli. Quali sviluppi ci sono rispetto a questa rivoluzione della mobilità che al momento è rimasta sulla carta?

«Il nostro Comune ha aderito da subito e con entusiasmo a Linking Valdera. Una parte di questo progetto vedrà la sua realizzazione attraverso la gara di appalto del lotto debole del servizio pubblico locale. La realizzazione della parte restante, invece, sarà, credo, demandata alla capacità di intercettare finanziamenti in questo senso da parte della Valdera. Per quanto riguarda Ponsacco, in questi anni abbiamo cercato di fare investimenti sulla mobilità ciclabile per collegare meglio il capoluogo e le frazioni. Penso al rifacimento della pista ciclabile che collega Ponsacco con le Melorie, alla pista ciclabile di via Don Minzoni che mette in collegamento il centro storico con il viale della Rimembranza e al cantiere che abbiamo aperto recentemente per la realizzazione della ciclabile che attraverserà il parco urbano, mettendo in collegamento la zona nord del parco con le scuole medie. Un tassello quest’ultimo che domani potrà congiungersi con il tratto ciclopedonale del fiume Cascina per arrivare così in centro storico. A chi mi succederà lascerò anche uno studio urbanistico dei collegamenti ciclabili di Ponsacco che potrà essere un buon punto di partenza per sviluppare nuovi tratti».

Considerato che non può ricandidarsi, come si sta preparando il centrosinistra alle prossime elezioni?

«La scelta del futuro candidato sindaco avverrà dopo aver condiviso con le forze di maggioranza le linee guida del programma di legislatura. L’auspicio è di individuare una figura capace di allargare lo schieramento di centrosinistra. Nonostante la narrazione grigia e decadente fatta da un’opposizione capace solo di criticare e di alimentare lo scontro e la divisione, Ponsacco è un comune vivo e attrattivo, uno dei pochi che non decresce in termini di abitanti, nonostante l’inverno demografico che fa perdere alla nostra provincia quasi 8.000 abitanti all’anno». l

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