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Tartufi, in commissione la nuova legge

Ricerca di tartufi (foto d'archivio)
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Ricerca di tartufi (foto d'archivio)

Dubbi dall’Associazione di San Miniato: «Periodo di raccolta da rivedere»

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SAN MINIATO. Cambiano le nome in materia di cerca, raccolta e coltivazione del tartufo e di valorizzazione del patrimonio tartuficolo toscano. La commissione Sviluppo economico e rurale, presieduta da Ilaria Bugetti (Pd), ha approvato a maggioranza una proposta di legge che modifica la normativa vigente in materia. L’intervento legislativo ha l’obiettivo di adeguare le norme alle nuove esigenze del settore e al mutato contesto normativo.

Tiepida l’accoglienza da parte dall’associazione tartufai di San Miniato secondo cui alcuni aspetti sono rivedibili.

Dalla Regione spiegano che, «nella proposta di legge si chiariscono i ruoli della Regione e dei Comuni; si definiscono meglio le modalità e i luoghi ove esercitare le attività di cerca e raccolta dei tartufi; si aggiorna il calendario di raccolta ai nuovi cambiamenti climatici, ferma restando la finalità di tutela e conservazione delle aree tartufigene; si introduce per il conseguimento dell’idoneità alla cerca e alla raccolta un percorso formativo con esame finale; si rivedono gli istituti del riconoscimento di tartufaia naturale controllata e quello della tartufaia coltivata, specificando le procedure per il riconoscimento, le regole nelle aree e introducendo limiti alle dimensioni della tartufaia naturale controllata».

In più, «si introduce il nuovo istituto dell’area addestramento cani da tartufo; si prevede un regolamento di attuazione della legge regionale; si aggiorna la disposizione finanziaria per gli interventi finalizzati alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio tartufigeno anche per tener conto della sopravvenuta normativa in materia di contabilità finanziaria».

Secondo Guido Franchi, vice presidente dell’Associazione tartufai di San Miniato, «ci sarà da capire la decisione finale sul periodo di raccolta che potrebbe passare dall’attuale periodo 10 settembre-31 dicembre al periodo 30 settembre al 15 gennaio. Forse servirebbe maggiore flessibilità, perché non sempre le condizioni climatiche sono uguali da un anno all’altro. Il caldo e la mancanza di piogge di questa fase, per esempio, potrebbero rallentare i tartufi nella prossima stagione. Un altro elemento sono le tartufaie, la cui estensione verrebbe limitata per i privati ai quali potrebbe creare qualche problema».
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