Il Tirreno

Pontedera

Energia

Caccia alla geotermia in Valdera: doppia autorizzazione della Regione

di Nilo Di Modica
Una veduta dall'alto di Lajatico
◗
Una veduta dall'alto di Lajatico

Via libera alle indagini di un’azienda di Bolzano, ma niente trivellazioni

3 MINUTI DI LETTURA





LAJATICO.  Modelli geologici da aggiornare e rilievi magnotellurici: si cerca la geotermia in Valdera. È quanto si evince da due richieste di autorizzazione per indagini preliminari di natura geologica, accolte dalla Regione Toscana, presentate recentemente da un’azienda specializzata di Bolzano, la Fri. El Geo. I siti interessati sono due: la prima definita “Ghizzano” e in realtà comprendente un’area vasta di 52 chilometri quadrati fra i comuni di Peccioli e Montaione; la seconda denominata “Orciatico” delle medesime dimensioni, in realtà comprendente prevalentemente il comune di Lajatico e piccole porzione dei comuni confinanti di Chianni, Montecatini Valdicecina, Peccioli e Volterra.

«Al momento si tratta di analisi assolutamente superficiali, basate su rilievi di natura statistica a partire dalla conformazione del suolo – spiega Antonio Cortese, dirigente dell’ufficio urbanistica e tutela ambientale del Comune di Peccioli –. C’è un interesse da parte di queste aziende a vagliare il territorio, del quale si potrebbe avere una conoscenza maggiore. Che queste si trasformino in localizzazioni precise è una cosa dai tempi piuttosto lunghi. In ogni caso, in questa fase, si tratta di analisi non invasive. Al momento, inoltre, nel comune non abbiamo strumenti urbanistici o aree che prevedano la realizzazione di impianti di questo tipo».

L’autorizzazione richiesta alla Regione dall’azienda parla esplicitamente di ricerca di risorse geotermiche, anche se la natura «preliminare dell’indagine è inscritta nella programmazione delle analisi». Il programma dei lavori allegato alle istanze, infatti, prevedono varie fasi di esplorazione: recupero dati esistenti per la ricostruzione del modello geologico e geotermico dell’area d’indagine (fase 1); prospezioni geofisiche effettuate mediante rilievo magnetotellurico (fase 2a); sondaggi termometrici (fase 2b); definizione pozzi esplorativi (fase 3); perforazione e caratterizzazione della risorsa geotermica (fase 4).

Nel caso delle due richieste di autorizzazione presentate si parla per adesso delle sole due prime fasi, 1 e 2a. «Tutte le altre fasi, da 2b a 4 – si legge nei documenti – dovranno essere oggetto di un futuro specifico procedimento di verifica di assoggettabilità».

In altre parole, ad una nuova autorizzazione, che preveda anche Valutazione d’Impatto Ambientale ed altri protagonisti in ballo, a cominciare dai comuni. «In questa fase i Comuni non sono coinvolti – conferma il sindaco di Lajatico Alessio Barbafieri –. Si tratta, per adesso, di caratterizzazioni del territorio, che non a caso si riferiscono ad aree vaste. Se poi tali caratterizzazioni dovessero andare avanti serviranno nuove autorizzazioni e nuove Conferenze dei servizi, alle quali i Comuni dovranno essere chiamati».

Esito, in effetti, non scontato. Già in passato, infatti, altre aziende specializzate si sono inerpicate in analisi simili, in certi casi anche più invasive, salvo poi fare retromarcia di fronte a bilanci costi/benefici non favorevoli. L’ultimo caso quello del 2017, quando le paventate trivellazioni vennero fortemente contrastate da alcune amministrazioni, oltre che da ambientalisti e associazioni ecologiste per progetti che riguardavano Casciana Terme Lari, Capannoli, Terricciola e Chianni, ma anche alcune aree della Val di Cecina, fra cui il Masso delle Fanciulle a Pomarance.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web