Sicurezza
San miniato, il parcheggio di via Gramsci diventa un cimitero delle auto
Il verde non viene tagliato ormai da quasi due anni e ci sono veicoli “dimenticati” senza un proprietario
SAN MINIATO. Le erbacce si sono già insinuate dappertutto, fra gli penumatici e perfino sul lunotto posteriore fino a salire sul tettuccio. È la fotografia dell’abbandono. Quello del verde, che non viene tagliato ormai da quasi due anni, unito all’abbandono di 2 veicoli “dimenticati”, lasciati lì in mezzo a un parcheggio pubblico senza un proprietario e soprattutto senza assicurazione. Succede ancora una volta a San Romano, frazione già celebre per l’abbandono di autoveicoli, come segnalato pochi giorni fa da un cittadino residente nei pressi di via del Mulinaccio nel Comune di Montopoli. Stavolta invece la segnalazione arriva dal lato sanminiatese, per la precisione dal parcheggio realizzato lungo la curva di via Gramsci, a ridosso della ferrovia, su un terreno preso in comodato d’uso alcuni anni fa dal Comune di San Miniato.
È qui che qualcuno ha pensato di parcheggiare per sempre due autoveicoli: un furgoncino posteggiato da almeno due anni, insieme a un’auto che ha fatto la sua comparsa da circa un anno e mezzo. Controllando sugli appositi portali online, entrambi i mezzi risultano privi di copertura assicurativa, pertanto non potrebbero sostare su uno spazio di proprietà pubblica. «Fino a poche settimane fa c’era anche un’auto incidentata che è rimasta lì per tre anni» racconta Giuseppina Virgili, cittadina residente nei pressi del parcheggio che a più riprese chiede maggiore attenzione per questo spazio. «Ho segnalato più volte il caso in Comune e alla polizia municipale, chiedendo che anche questi due veicoli vengano rimosso – dice la donna – perché non è possibile tenere uno spazio pubblico in queste condizioni. Il verde non viene tagliato da due anni, mentre all’interno del parcheggio sostano sempre alcuni mezzi pensati che hanno distrutto in più punti la recinzione a protezione della ferrovia. È una situazione di degrado ma anche di pericolo».
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