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Il caso

Lupo “impiccato”, ancora un mese per capire il livello d’ibridazione

Lupo “impiccato”, ancora un mese per capire il livello d’ibridazione

I carabinieri analizzano le telecamere e il Wwf si costituirà parte civile

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PONTEDERA. Servirà un mese per sapere il livello d’ibridazione tra un lupo e un cane dell’animale ucciso e poi appeso come fosse un’impiccagione alla ringhiera di un cavalcavia tra Ponsacco e Cascina della Firenze-Pisa-Livorno qualche giorno fa. Il Centro veterinario di medicina forense che si occupa della vicenda, infatti, ha fatto sapere che il tempo necessario per ultimare le analisi è, appunto di trenta giorni. Il tutto mentre i carabinieri del Nucleo investigativo di polizia ambientale, agroalimentare e forestale continuano le indagini per risalire all’autore di questo macabro gesto. Un passaggio chiave sarà l’assegnazione del fascicolo da parte della Procura della Repubblica al pubblico ministero incaricato di gestire l’inchiesta. Mentre proseguono le analisi della videosorveglianza presente nella zona. E il Wwf annuncia che si costituirà parte civile nell’eventuale processo.

Perché la scena che si è presentata agli automobilisti in transito lungo la superstrada era davvero orribile. Quello che, agli occhi di un esperto chiamato in un primo momento dai carabinieri forestali, sembrava un lupo vero e proprio appeso per il collo dopo aver ricevuto un colpo di fucili caricato a pallini, lo stesso usato per certi tipi di caccia, come quella per abbattere cinghiali. È in questa direzione che si muovono i militari dell’Arma, anche se finora di riscontri non ne sono stati trovati molti. Di sicuro la morte dell’animale è avvenuta al crepuscolo ed è stato ucciso nella zona attorno al cavalcavia della Fi-Pi-Li dov’è poi stato ritrovato. Molto si saprà dalle telecamere, soprattutto dei privati, che sono al vaglio degli investigatori.

Dall’associazione ambientalista, però, parlano dell’ennesima volta in cui viene compiuto «un atto orribile. Un lupo ucciso e impiccato su un cavalcavia di una via di grande circolazione. Un crimine disumano che ci degrada tutti in un periodo in cui di “civiltà” ne vediamo sempre meno». Poi l’annuncio: «Il WWF si costituirà parte civile nel processo a carico dei colpevoli. Noi, continuiamo a sostenere che la prevenzione sia l’unico modo per favorire la coesistenza. In molte zone della Regione, la coesistenza è già realtà grazie all’impegno congiunto di allevatori, tecnici del settore e amministrazioni. Chiediamo alla Regione Toscana di lavorare maggiormente a favore della convivenza uomo-lupo, di non supportare altre correnti di pensiero che, come ben sappiamo, cercano solo di cavalcare il malcontento generale senza proporre nulla e di sostenere tutti quegli allevatori che in mezzo a mille difficoltà, tirano avanti le proprie aziende nella legalità e nel rispetto reciproco».

Un tema, quello della salvaguardia del lupo, ma anche dei bisogni degli allevatori di cui si discute da anni. «Ricordiamo che chi fa appelli all’apertura degli abbattimenti su queste specie, propone una non-soluzione e fomenta atti criminosi come quello di questi giorni – aggiungono dal Wwf –. Noi rimaniamo, come sempre, disponibili per confronti costruttivi e non distruttivi votati ad aiutare lupo e operatori del settore. La coesistenza ribadiamo, non è solo possibile ma già realtà. Basta volerlo».

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