Gioco
Azienda sul baratro, il sindaco di San Miniato: «Re.Ri.T ci deve migliaia di euro»
La ricostruzione del sindaco di San Miniato sul caso dei terreni venduti all’asta. Sulla vicenda sono stati presentati ricorsi a procura di Pisa e Corte dei Conti
SAN MINIATO. «Allo stato attuale dei fatti la Re.Ri.T. è in debito verso il Comune di San Miniato di diverse migliaia di euro per inadempienze contrattuali; prima di parlare di “grande vittima e grande danneggiata” sarà il caso di ripercorrere tutta la vicenda partendo dagli atti pubblici». Così il sindaco di San Miniato, Simone Giglioli, affronta la questione del contenzioso in atto tra il Comune di San Miniato, la Re.Ri.T. di Leonardo Marchetti e la Calcestruzzi Spicchiese srl. La prima azienda ha lavorato sui terreni concessi dal Comune in affitto a 100mila euro all’anno per cinque anni come acconto del prezzo di vendita fissato a 660mila euro. La seconda è, invece, la società che si è aggiudicata l’area all’asta, pagandola 205mila euro dopo che l’amministrazione comunale aveva dichiarato alineabile. Sul caso ci sono esposti a Procura e Corte dei Conti.
Prima alienazione
Il sindaco Simone Giglioli spiega che «il terreno di 4.501 metri quadri a San Miniato Basso, di proprietà del Comune, secondo il regolamento urbanistico vigente, è destinato ad “area produttiva di consolidamento. Nel 2008 si trattava di “Area di completamento-destinazione produttiva”, dunque, con potenzialità edificatoria. Il Comune aveva approvato l’alienazione per il valore a base d’asta di 855.190 euro, sulla base di una perizia tecnica, ma l’asta pubblica andò deserta». Secondo la ricostruzione, la Re.Ri.T., nel 2013, chiese al Comune la possibilità di acquisto del terreno tramite affitto con riscatto, per trasferire la propria attività dalla sede di Ponte a Egola dove, nel dicembre dello stesso anno, le sarebbe scaduto il contratto con un privato. «La giunta approvò la locazione con patto di vendita e affitto di 5 anni, con scadenza al 31 dicembre 2018, l’erogazione di un canone complessivo di 100mila euro e l’obbligo, entro tre mesi dalla scadenza del contratto, di concludere la compravendita saldando l’ulteriore importo di 550mila euro al trasferimento della proprietà entro fine marzo 2019 – prosegue il sindaco –. Il canone di 100mila euro è stato pagato solo dopo diffide dell’ufficio tecnico comunale e non si è provveduto alla stipula della compravendita, nonostante l’obbligo di Re.Ri.T. verso il Comune».
Sei più sei
A questo sarebbero seguiti incontri tra Comune e legale rappresentante dell’azienda, Leonardo Marchetti. Ma, per l’amministrazione comunale, «la società ha comunicato di ritenere nullo il patto con riscatto e di ritenere automatico il rinnovo di 6 anni più 6 anni dell’affitto». Giglioli sottolinea che «la Re.Ri.T. ha continuato a occupare l’area, nonostante il contratto fosse risolto e, a oggi, è debitrice verso l’ente, per l’occupazione illegittima». Il sindaco precisa che, nel 2014, «il terreno è passato da “edificabile” a “non edificabile”, decisione imposta dalla situazione idraulica vigente; nel 2020 con la modifica del piano delle alienazioni è venuta meno la previsione di vendita del terreno e, nel 2021, il valore del terreno non edificabile è sceso a 180.040 euro. L’abbattimento del valore deriva dalla declassazione del 2014, a cui ci siamo adeguati nel rispetto della situazione idraulica, che prevede un battente idraulico di almeno 2,5 metri».
L’asta
Poi Giglioli parla dell’asta pubblica che si è conclusa con l’assegnazione del terreno alla miglior offerta, 205mila euro, giunta dalla società Calcestruzzi Spicchiese srl: «Non ha partecipato la Re.Ri.T., perché avrebbe dovuto prima adempiere ai propri debiti verso il Comune. Invece ha partecipato la Marchetti srl, società unipersonale che fa capo al legale rappresentante, con un’offerta che si però è fermata a 190.050 euro». Il sindaco bolla come «prive di fondamento» le contestazioni di Re.Ri.T. sulla legittimità dell’asta pubblica, aggiungendo che «ad aprile il Comune ha stipulato il contratto con la Calcestruzzi Spicchiese e, pochi giorni dopo l’azienda di smaltimento dei rifiuti inerti ha convocato sia il Comune sia la società aggiudicataria dell’asta per tentare una mediazione. L’operazione ha avuto un esito negativo e, a giugno, Re.Ri.T. ha avanzato un esposto alla Procura per l’annullamento della vendita derivante dall’asta, che venga accertata e dichiarata la validità del contratto di locazione e accertata la violazione del diritto di prelazione a favore di Re.Ri.T con il diritto quindi di quest’ultima a esercitare il riscatto nei confronti della Calcestruzzi Spicchiese».
Posizione chiara
Secondo il sindaco Giglioli, «il Comune di San Miniato ha agito nel pieno rispetto delle leggi e nell’interesse del proprio patrimonio; siamo disponibili a collaborare con tutti gli organi di giustizia che vorranno fare ulteriore chiarezza su questa complessa vicenda. La nostra posizione è chiara e le nostre azioni anche, siamo fiduciosi che chiunque possa valutare quanto ho affermato accedendo agli atti pubblici depositati in Comune».
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