Il dolore
Pontedera, a piedi per 44 chilometri tra ricordo e solidarietà
Pellegrinaggio notturno da Pontedera a Montenero in memoria di un amico e per raccogliere fondi a sostegno del Meyer
PONTEDERA. Quarantaquattro chilometri in pellegrinaggio da Santa Lucia a Montenero, sotto le stelle. Sulle spalle tutto il peso della solidarietà.
È l’impresa che ha unito, come da tradizione, più di trenta persone che si sono messe in marcia nella notte di sabato.
In tanti indossano una maglietta colorata e il logo della “Stramicizia”. Una scritta in caratteri maiuscoli: “Un passo alla volta con Luca”.
E insieme, armati di coraggio e voglia di stare insieme, sono partiti alle 23 dal parcheggio della frazione pontederese e sono arrivati al Santuario livornese verso le 8. 30 di ieri.
Ad accoglierli, per celebrare la messa, il vescovo di Livorno Monsignor Simone Giusti che, in quanto originario di Cascine di Buti, ci teneva particolarmente ad essere presente e salutare molte facce conosciute.
L’origine
«L’iniziativa – spiega Piero Bova, uno degli organizzatori in un video che ha inviato agli interessati – nasce da un gruppo di preghiera che si ritrova ogni martedì alla chiesa dei Cappuccini a Pontedera. La prima camminata aveva una missione speciale. Volevamo chiedere la grazia per il nostro presidente Luca Panicucci gravemente malato. Poi Luca ci lasciò a soli 56 anni nel 2018 ma in suo ricordo abbiamo continuato ad onorare questo impegno».
Un impegno giunto alla quinta edizione, coordinato dal gruppo pontederese ma che ha un antenato nel lontano 2012 quando, con la stessa sensibilità un abitante di Santa Lucia promosse la marcia dopo la perdita in un incidente stradale della nuora. Una scommessa tutt’altro che facile per i marciatori anche se chiunque poteva mettersi in gioco e provare il percorso.
Non importa avere doti speciali e costante allenamento.
Chi sceglie di provare quest’esperienza lo fa per il gusto di camminare in compagnia, all’insegna del piacere della strada e delle buone intenzioni.
«In comune – aggiunge Bova – abbiamo lo spirito con cui affrontiamo questi chilometri. Ai piedi della Madonna di Montenero portiamo le nostre fatiche, i nostri sacrifici o quelli dei nostri cari. Non c’è ombra di competizione. Non è una gara di resistenza ma un progetto che viene dal cuore».
L’organizzazione
E come tale i podisti sotto le stelle sono stati sempre affiancati, durante il tragitto, da auto in appoggio e dal pulmino della Misericordia di Forcoli, da utilizzare per chi avesse avuto delle difficoltà o fosse sopraffatto dalla fatica. «Alla fine qualcuno è salito – commenta Marco Vespi, fra i più assidui partecipanti alla camminata – ma è andata molto bene. Le temperature erano gradevoli e abbiamo camminato con regolarità e serenità».
Santa Lucia, Lavaiano, Cenaia, Valtriano, Collesalvetti, via delle Sorgenti, Cisternino, cimitero dell’Ardenza e Montenero sono le tappe di questo cammino, a cui piano piano si è aggiunta gente, con semplicità e umiltà.
L’obiettivo
Step e traguardi che diventano anche frammenti di vita, a volte di dolore ma sempre messaggi di speranza. Mentre camminano i partecipanti si raccontano, condividono storie ed emozioni.
Perché la strada crea un distacco temporaneo dalla quotidianità, è un modo per concentrarsi sul presente e per incontrare chi passeggia a fianco a noi.
«Quest’anno – prosegue Bova – abbiamo deciso di unire alla camminata la beneficenza, in memoria di Luca. Le offerte raccolte andranno in favore della Fondazione Tommasino Bacciotti, una onlus che collabora con l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze e che si occupa di aiutare le famiglie dei bambini ricoverati».
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