Il dolore
Da 30 anni cucina a chilometro zero: è il compleanno dei Tigli di Colleoli
E nonna Margherita, 90 primavere, è sempre dietro ai fornelli
PALAIA. Se invece del sottoscritto, a illustrare i 30 anni di attività del ristorante-pizzeria I Tigli di Colleoli, fosse Antonello Venditti, lui esordirebbe in questo modo: “Partirono in due ed erano abbastanza” (cit. canzone Bomba o non bomba) . E al posto di una chitarra e di un pianoforte farebbe riferimento a due ombrelloni e quattro tavolini.
I due “esploratori” che nel 1993 iniziarono l’attività a Colleoli furono nonno Angiolino Caciagli (oggi deceduto) e la moglie Margherita (ancora a 90 anni dietro ai fornelli del reparto cucina) . Si dissero: «Di gente ne circola un po’ da queste parti, ma non sanno dove fermarsi a magiare un boccone; perché non glielo facciamo trovare?».
E così, tra il serio e la voglia di fare, partì quella che oggi è una bellissima realtà alle porte di Palaia. Ma quel poggetto, individuato per iniziare, era scomodo e impervio e non bastò una ruspa a spianarlo un po’. Il piano regolatore non consentiva di fare altro.
«Pensi – racconta oggi Elena Ciulli, la terza generazione de I Tigli – che la loro cucina, era mobile. Però i menù erano accattivanti. Invitanti». Esattamente come succede oggi.
Così nei giorni scorsi c’è stata la festa per i primi 30 anni di tavoli apparecchiati. Con le autorità del posto, anche i fornitori storici e tutti gli abitanti di Colleoli: ben 55! invitati alla festa di compleanno.
«Siamo davvero felici e anche orgogliosi di poter ospitare un’attività del genere sul nostro territorio – commenta il sindaco di Palaia, Marco Gherardini, ovviamente presente al compleanno del ristorante-pizzeria I Tigli di Colleoli – È un’attività storica che nel tempo si è rivelata molto importante, considerato che negli anni sono sempre aumentate le presenze turistiche nella zona».
La svolta, per il ristorante-pizzeria I Tigli, si ebbe nel 2007 quando con la variante al Piano regolatore si potette procedere alla realizzazione degli ambienti in muratura e a tutto quanto necessità per avere un ristorante con la R maiuscola. «Entro pochi mesi aumentarono i tavoli e oggi raggiungiamo anche i 200 coperti» racconta Elena. Che non sta in cucina, come pure il fratello, che è invece il regno incontrastato della mamma Lucia (mentre il padre Mario è quasi sempre addetto alla cassa) e della nonna Margherita. Che, ripetiamo a 90 primavere, non vuole lasciare il mestolo a chicchessia. I clienti ne apprezzano le qualità e le capacità, specialmente quando si mette a cucinare penne alla boscaiola o pappardelle al cinghiale. Ma anche la carne alla griglia è molto apprezzata, così come i taglieri di salumi toscani e i dolci tutti rigorosamente fatti in casa.
«Nel periodo estivo siamo costretti, nostro malgrado, a rimandare indietro i clienti se non hanno prenotato. Chi lo sa, lo fa e posto lo trova. Gli stranieri ci rimangono male ma non abbiamo posto a sufficienza, in alcune serate. Dal punto di vista occupazionale tutto questo si traduce in 7-8 posti di lavoro che, ovviamente, si riducono nel periodo invernale. Allo stesso tempo va a gonfie vele la pizzeria che fu la prima idea di Angiolino Caciagli.
Colleoli è davvero il punto di ritrovo di tanti clienti della Valdera, ma anche della zona del Cuoio. l
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