Toscana
Macelloni: «Retiambiente apra il capitale sociale per raccogliere fondi e fare investimenti»
L’invito del sindaco di Peccioli alla società titolare della gestione dei rifiuti in 4 province
PECCIOLI. Nel giorno del convegno sull’economia circolare in piazza del Popolo a Peccioli, con la presentazione dell’impianto di ossidazione termica attraverso l’uso della tecnologia flameless, il sindaco Renzo Macelloni ricorda le origini della discarica di legoli, gestita dalla società Belvedere, ma lancia anche idee per il futuro del sistema ambientale e bacchetta i suoi colleghi del Fiorentino rispetto all’operazione per la quotazione in Borsa della multiutility.
«Nel 1990 siamo partiti dall’osservazione di una pozzanghera di percolato in superficie sulla discarica di Peccioli, una delle 40 esistenti in Valdera nelle stesse condizioni e nella totale distrazione degli ambientalisti dell’epoca – dice Macelloni –. Nasce così l’esigenza di bonificare il sito e recuperare nuove volumetrie da mettere a disposizione all’emergenza regionale. Dovevamo durare qualche anno e poi passare la mano a Chianni, una discarica costruita e gestita da privati. Grazie alla nostra buona gestione ambientale, coniugata con una visione industriale, le cose sono andate diversamente. E Siamo ancora qui». Cinque anni più tardi comincia la produzione di energia elettrica dal biogas estratto dalla discarica. «Ma qualche anno prima, quando presentammo il progetto fummo presi per visionari – prosegue il sindaco del borgo dell’Alta Valdera –. Mentre dal 2000 in poi, e per almeno tre volte, abbiamo chiesto di fare impianti di trattamento e non limitarci solo allo smaltimento, ma la Provincia di Pisa allora competente nemmeno ci rispose».
Invece, nel 2013 con il passaggio delle competenze alla Regione Toscana è arrivata la possibilità di costruire un impianto di trattamento meccanico biologico. E due anni dopo, è nata Albe, società nata da un accordo tra Belvedere e Alia che ne detengono il 50% ciascuno. «Un’operazione per fare un investimento di 60 milioni di euro per l’impianto che tratterà 100mila tonnellate di parte organica per produrre biometano e che entrerà in funzione entro la fine del 2023», sottolinea ancora Renzo Macelloni arrivando ai giorni nostri: «Dopo il bando della Regione sulla manifestazione di interesse, un accordo tra Belvedere e Retiambiente ha permesso di candidaci a presentare un progetto per chiudere il ciclo dei rifiuti attraverso l’impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless. Il 9 giugno è stato depositato il progetto alla Regione. Siamo partititi dall’osservazione di un pozzanghera fino ad arrivare alla costruzione di un sito industriale di smaltimento e trattamento rifiuti: dalla discarica, che è ancora indispensabile, a impiantistica innovativa fino all’impianto di ossidazione termica con tecnologia flameless che chiude il ciclo dei rifiuti senza produrre scarti».
Secondo il sindaco di Peccioli, «la collaborazione di Retiambiente e Belvedere ha permesso di presentare questo nuovo progetto con il duplice risultato di dotare Retiambiente, società di proprietà di 100 Comuni e titolare della gestione dei rifiuti in quattro provincie, di un impianto di trattamento rifiuti che chiude il ciclo dei rifiuti e rispondere positivamente al bando della Regione. Mi auguro che questa collaborazione possa continuare con l’obiettivo di struttura sempre di più Retiambiente sul piano della disponibilità impiantistica, sia per ragioni economiche che strategiche».
Poi l’appello ai sindaci: «Ora osiamo di più nella strutturazione industriale di Retiambiente per trasformarla da società di partecipazione a società industriale assorbendo tutte le Sol, le società operative locali, avendo come unico obiettivo quello di rimanere fortemente radicata al territorio e avendo come unica preoccupazione quella della soddisfazione degli utenti. Retiambiente a mio avviso, dovrebbe avere l’ambizione di allargare una quota del suo capitale sociale, sia per reperire risorse finanziarie e fare investimenti che per rafforzare il suo collegamento con il territorio in maniera indissolubile. Con un progetto societario e industriale unico nel suo genere ma di grande valore sociale. In questo caso la Belvedere guarderebbe con grande interesse e favore ad essere anche incorporata in Retiambiente».
E infine la bacchettata ai sindaci del Fiorentino: «In questo caso dalla costa potremmo lanciare “un’opa” amichevole ai nostri colleghi sindaci del fiorentino che attualmente sono molto impegnati in un dibattito per la possibile quotazione in Borsa delle loro aziende, con una suggestione: meno preoccupazione per la Borsa e più per il borsellino. Ripensando a Lucio Dalla potremmo anche dire anche: l’impresa eccezionale è essere normali».
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