Gioco
Pontedera, padre e figlia nello stesso giorno all’esame orale della Maturità
Diplomati nella scuola dove lavora la mamma, laureata 3 mesi fa: il racconto di una mattina davvero speciale
PONTEDERA. Quella di ieri (lunedì 26) non è stata una mattina come le altre per Daniele Maccanti di La Rotta, sua figlia Diletta e neppure per la mamma, Laura Landi. Ieri è stato il giorno in cui nella stessa scuola, l’Ipsia Pacinotti di Pontedera, il padre e la 18enne studentessa di Industria e artigianato del Made in Italy hanno sostenuto entrambi la prova orale dell’esame di maturità. Un quadro che già così vale la pena di essere raccontato. Ma se si aggiunge il fatto che la madre si è laureata tre mesi fa, si ottiene un messaggio di speranza e perseveranza non solo per la ragazzina che dice di aver «fatto bene» agli esami di quinta superiore, ma per tutti, ragazzi e adulti.
La ripartenza
Storie simili quella di Daniele Laura, lui 52enne, lei più giovane di qualche anno. «Ho mollato l’Iti Marconi all’ultimo anno – racconta il padre che lavora come magazziniere e autista alla Comed di Fornacette –. Un colpo di testa, l’incoscienza giovanile che spesso ti fa fare cose stupide. Poi, lavorando sempre, non ho mai avuto la necessità del diploma. Ma quando mia figlia si è avvicinata alla quinta ho cominciato a pensare che potevo finire gli studi. Volevo mettermi alla prova e vedere se ce l’avrei fatta». Così si è iscritto al corso serale di Meccatronica, che comprende elettronica, meccanica ed elettromeccanica, e dal lunedì al venerdì, fino alle 23, si è recato a scuola facendo grossi sacrifici. Anche se minimizza: «Diciamo che nella vita senza sacrifici non si ottiene nulla. E poi consiglio vivamente un’esperienza simile. I professori sono persone eccezionali che ti preparano al meglio. Non si va a lezione per passare il tempo. E anche l’esame è tosto».
Nervosismo
A sentirlo parlare, Daniele Maccanti, sembra il classico padre di famiglia, ponderato e riflessivo. Capace di trattenere le emozioni e di guidare il resto della famiglia. Normalmente è così, anche nelle situazioni più difficili. Ma ieri, a giudicare dalle parole di moglie e figlia, non è filato proprio tutto liscio. «Non ha saputo trattenere l’emotività. Era nervosissimo – racconta Laura Landi che lavora come amministrativa proprio nella scuola dove Daniele e Diletta si stanno per diplomare –. Ieri mattina ci siamo svegliati tutti alle 5. Non è stato per niente facile, ma siamo contenti del percorso fatto tutti insieme, al di là del risultato». Del resto, anche la mamma ha da insegnare qualcosa alla figlia: «Ho interrotto gli studi universitari alla facoltà di Scienze politiche quando mi mancava un esame e la tesi. Mi sono sposata con l’idea di continuare in seguito. Invece è nata Diletta e le cose sono andate diversamente. Ma a un certo punto ho deciso di concludere quel capitolo della mia vita sostenendo l’ultimo esame e preparando la tesi». Così, tre mesi fa è andata in scena la festa che ha reso tutti orgogliosi. Ma era solo l’antipasto di un anno da ricordare. «Credo sia davvero bello – aggiunge Laura Landi – poter dire di chiudere un cerchio così importante. In maniera implicita, volevamo lanciare un messaggio anche a nostra figlia. Farle capire che nella vita niente è scontato e che si può sempre migliorare e andare avanti».
Porte aperte
Daniele, dal canto suo, ripensa all’esame e guarda al futuro: «Penso di aver fatto bene. Sono arrivato agli orali con 65 crediti. Ora aspetto il responso, ma credo proprio di aver passato la prova. Col diploma ho una preparazione che prima non avevo e, chissà, magari avrò opportunità occupazionali in più. Mi trovo benissimo dove lavoro, ma nella vita non si sa mai».
“L’esperienza”
E anche Diletta sente odore di meritate vacanze. Anche se l’esempio dei genitori sta lasciando il segno. «Anch’io avevo 65 crediti prima dell’orale – spiega la giovane – e ritengo di aver fatto un buon esame. Certo è stato strano andare a scuola con mio padre proprio nell’ultimo giorno. Non abbiamo mai studiato insieme, troppo diversi i percorsi di studio. Solo che l’ho visto davvero emozionato. Anch’io lo ero, però avendo frequentato le lezioni per cinque anni e avendo sostenuto interrogazioni e test per tutto questo tempo, ero sicuramente più tranquilla». Situazione confermata da mamma Laura: «Tra i due il più maturo sembrava Diletta». Che ora sceglierà il suo futuro. «Voglio continuare il percorso intrapreso all’Ipsia Pacinotti. Mi piacerebbe rimanere nel mondo della moda, ma il mio sogno è diventare una designer d’interni. Ho svolto l’apprendistato duale in un’azienda. E devo ammettere che ci potrebbero essere anche opportunità di lavoro fin da subito. Ma preferisco non parlarne per scaramanzia. Per ora mi godo il momento e guardo avanti con fiducia».
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