Sicurezza
Pontedera, niente visita al nonno ricoverato per il nipote di 4 anni malato
Tensione all’Utic di Pontedera, poi il medico autorizza l’ingresso
PONTEDERA. Una storia di malintesi e, probabilmente, anche di poca disponibilità all’ascolto quella che si è consumata all’Unità di terapia intensiva cardiologica (Utic) dell’ospedale Lotti di Pontedera, per fortuna poi risolta con un po’ di buona volontà. Protagonista una famiglia che abita nel comune di Casciana Terme Lari. Il nonno è ricoverato da dieci giorni e il nipote di quattro anni e mezzo scalpita per poterlo vedere. Il piccolo è affetto da una patologia che incide sul neuro-sviluppo e ha un forte attaccamento all’85enne. Un legame reciproco. Così il padre del bambino decide di portare il figlio in visita dall’anziano genitore durante l’orario stabilito dal reparto. Ma sulla porta viene fermato da un infermiere che non vuol sentire storie. Solo dopo una lunga discussione viene chiamato il medico di turno che autorizza l’ingresso regalando a nonno e nipote alcuni momenti di pura gioia.
«È stato davvero surreale – racconta il padre – perché non mi è stato concesso di parlare e spiegare la situazione. Senza il nonno, mio figlio soffre molto. E per mio padre è lo stesso. Sono molto legati l’uno all’altro. Volevo che fosse un incontro terapeutico per entrambi». Dall’Asl Toscana Nord Ovest spiegano che il genitore avrebbe dovuto avvisare e concordare la visita nei giorni precedenti, visto che l’Utic è un reparto particolare. Il babbo del bambino ammette che avrebbe potuto prendere in considerazione questa opzione: «In effetti ci ho pensato dopo. Magari avrei evitato d’infilarmi in una vicenda poco piacevole, soprattutto per mio figlio. Resta il fatto che non ci si aspetta quel tipo di comportamento da chi lavora in ospedale. Capisco benissimo che si tratta di mansioni difficili, spesso alle prese con situazioni davvero dure. Ma occorrerebbe un po’ più di tatto».
Il clima tra il padre del bambino e l’infermiere si è acceso durante la discussione. «Sì, lo ammetto – riprende – tanto che un’infermiera ha preso per mano mio figlio pensando di fare bene ad allontanarlo. Ma non sapeva della patologia di cui soffre. Lui non se lo aspettava e si è messo a piangere. Insomma, un caos totale».
Dopo qualche trattativa e, finalmente, la possibilità di spiegarsi col personale del reparto, è stato avvisato il medico di turno. «È stato molto disponibile – dice ancora il figlio del ricoverato – anche se ha posto il problema dei batteri presenti all’Utic e il fatto che non fosse opportuno esporre un bambino così piccolo a quel rischio. Gli ho fatto presente che due settimane fa, ho portato mio figlio al pronto soccorso pediatrico per alcuni prelievi di sangue che dista 30 metri dall’unità di cardiologia. E che, comunque, mi prendevo la responsabilità. Era troppo importante far incontrare nonno e nipote».
Alla fine il bambino è passato e ha potuto vedere da vicino, e con i suoi occhietti, il tanto amato nonno. Che, a sua volta, è stato felicissimo di ritrovarsi vicino al regalo più bello che suo figlio potesse fargli. «Ora speriamo che mio padre venga dimesso presto, come sembra, e che possiamo dimenticare questo brutto episodio».
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