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Ponsacco, altri dodici sfratti nel palazzo di via Rospicciano. E monta la polemica politica

di Andreas Quirici
Ponsacco, altri dodici sfratti nel palazzo di via Rospicciano. E monta la polemica politica

La leghista Ceccardi paragona il caso all’ex Astor di Firenze. Una famiglia è uscita e un’altra lo dovrebbe fare a breve. Alla fine di giugno arriveranno altri 10 provvedimenti

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PONSACCO. Due sfratti l’altro giorno e altri dieci entro la fine di giugno. Sono gli appuntamenti che caratterizzano la vicenda del palazzo di via Rospicciano in questo inizio d’estate per uno dei temi più caldi nella cittadina del mobile ormai da anni. «Di solito gli sfratti in programma ne va a buon fine la metà e finora sono uscite oltre 70 persone, con la liberazione di dieci appartamenti, sei uffici e gli scantinati abitati abusivamente», dice il vice sindaco Massimiliano Bagnoli.

Un caso da sempre anche politico, oltre che di pubblica sicurezza, che non accenna a sgonfiarsi. È di ieri l’intervento dell’eurodeputata della Lega ed ex sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, che prende a paragone quanto avvenuto a Firenze dopo la scomparsa della piccola Kata e lo sgombero all’ex hotel Astor per attaccare la giunta di centrosinistra guidata dalla sindaca Francesca Brogi.

«L’agghiacciante situazione dell’ex hotel Astor a Firenze non è un caso isolato né nel capoluogo, né nella Toscana delle occupazioni facili amministrata dalla sinistra – dice Ceccardi –. Da troppo tempo il Palazzo Rosa di Ponsacco si è trasformato in una vera e propria bomba a orologeria che rischia di esplodere da un momento all’altro». L’esponente del Carroccio attacca poi l’amministrazione comunale, colpevole di non dare risposte: «I cittadini chiedono che venga riconosciuto il loro diritto alla sicurezza e ripristinata la legalità. Fossi stata il sindaco di Ponsacco, avrei già agito. Ma agirò comunque, da europarlamentare, perché non voglio un altro ex Astor, come non lo vogliono i tantissimi cittadini che mi hanno contattato per manifestarmi questa situazione allucinante causata dal lassismo della sinistra. E poi, da madre, non riesco proprio a rimanere indifferente davanti al grido d'allarme di altre madri che non mandano nemmeno più fuori i figli, perché hanno paura».

L’ex sindaca di Cascina dice di aver segnalato la vicenda al ministro dell’interno, Matteo Piantedosi. Ma la sindaca di Ponsacco, Francesca Brogi risponde che «paragonare il caso di Firenze a quello di Ponsacco non ha senso, visto che è stato effettuato uno sgombero su ordine della procura anti mafia, mentre da noi mai nessun livello istituzionale superiore al Comune o organo di controllo mi ha mai chiesto d’intervenire con un provvedimento del genere. Se il ministro Piantedosi rilevasse elementi tali da ordinare lo sgombero del palazzo di via Rospicciano, non avrei problemi a firmare l’ordinanza. Ma fino a quel momento andrebbe evitato questo teatrino nel tentativo di affibbiarci colpe che non abbiamo. Da parte di Ceccardi è stata fatta una scorrettezza istituzionale rilevante».

Intanto si va avanti con gli sfratti legati al fallimento della società costruttrice, ma soprattutto di quella che aveva in gestione gli affitti degli appartamenti. Dei due in programma l’altro giorno, uno è andato a buon fine e l’altro è stato rimandato. Da capire come andranno i dieci che sono in calendario nei giorni di fine giugno. Sempre in base alle indicazioni fornite dai curatori fallimentari che hanno intenzione di liberare l’immobile delle polemiche entro la fine di quest’anno.


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