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Pontedera, bocciata ma ammessa all’esame di maturità dal Tar: la decisione finale a metà luglio

di Pietro Barghigiani
Pontedera, bocciata ma ammessa all’esame di maturità dal Tar: la decisione finale a metà luglio

Il Tribunale amministrativo concede con riserva a una studentessa di sostenere le prove scritte e orali. Chiesto dalla ragazza l’accesso agli atti sui motivi dello stop

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PONTEDERA. Bocciata per il consiglio di classe, ammessa all’esame di maturità dal Tar. Un duello di carte bollate in cui la studentessa per ora ha avuto la meglio. Ma è una decisione assunta con riserva quella dei giudici amministrativi in via cautelare che hanno fissato l’esame nel merito per la metà di luglio. Nel frattempo la giovane, iscritta all’Itcg Fermi, ha potuto sostenere la prova del tema di italiano. E a seguire si presenterà anche per la seconda prova, mirata sull’indirizzo scelto, e a chiudere anche all’orale.

Rappresentata dall’avvocata Gianna Fiaschi, la studentessa e con lei i suoi familiari, non aveva accettato la mancata ammissione all’esame di maturità. E nel ricorso non solo ha chiesto e ottenuto di partecipare, ma ha formalizzato la richiesta di conoscere «i criteri di valutazione degli alunni ai fini dell’ammissione e/o non ammissione all’esame di Stato assunti dal consiglio di classe» invocando anche «la condanna dell’amministrazione scolastica al risarcimento del danno ingiusto arrecato alla ricorrente per la mancata ammissione della stessa all’esame di maturità a conclusione dell’anno scolastico».

Un accesso agli atti sul quale la scuola ancora non si è pronunciata. Che la ragazza era stata bocciata la mamma l’ha saputo a voce il 10 giugno. Di qui l’impugnazione d’urgenza del provvedimento.

Per i giudici «sussiste il periculum in mora rafforzato della “estrema gravità ed urgenza, tale da non consentire neppure la dilazione fino alla data della camera di consiglio. D’altra parte la mancata partecipazione della ricorrente alle prove di esame porrebbe nel nulla le determinazioni che saranno assunte in esito alla valutazione collegiale». L’ammissione con riserva, in attesa anche di conoscere il contenuto degli atti che erano alla base della bocciatura, «consente alla ricorrente il pieno dispiegarsi del diritto di azione in giudizio, con la conoscenza degli atti fatti oggetto di richiesta di accesso e la assunzione delle determinazioni a ciò conseguenti». Se poi la studentessa dovesse passare l’esame e il Tar decidesse che la bocciatura era legittima, non mancherebbe il materiale per aprire un altro fronte legale.

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