Sicurezza
Zambra, la denuncia dopo la stangata: «Sciacallaggio contro la società»
Dopo le squalifiche per la presunta combine «ci portano via gli iscritti»
PISA. Uno sciacallaggio ai danni della società con i tentativi di alcuni sodalizi di portare via gli iscritti paventando foschi scenari per l’associazione cascinese dopo le pesanti squalifiche per la presunta combine (rigore dubbio per salvar e il Montignoso) in occasione di Turano Montignoso – Navacchio Zambra del 15 maggio 2022 valevole per i play out del girone B del campionato. Tre ragazzini dello Zambra squalificati per 4 anni, stesso periodo per l’allenatore Federico Viviani e un anno di stop per un giocatore del Montignoso. Da questa premessa la società ribadisce che la vicenda, «per molti aspetti grottesca, della squalifica dei nostri tesserati tra i quali tre ragazzi appena quindicenni per una indimostrata e indimostrabile combine atta a provocare la retrocessione di una società fiorentina è ancora sub judice».
«Condanne abnormi»
Tralasciando gli aspetti più propriamente giuridici che caratterizzano il percorso processuale lo Zambra ricorda come il 23 febbraio scorso, «in modo del tutto inaspettato e ribaltando quanto già deciso dal giudice di primo grado che si era pronunciato per la più piena delle assoluzioni, la società e i suoi tesserati sono stati condannati a pene severissime, ci sia consentito abnormi, sproporzionate dalla Corte d’Appello Federale della Figc con sede in Roma».
Il ricorso al Coni
Tenuto conto di quelle che vengono considerate «le contraddizioni contenute nelle motivazioni della sentenza impugnata che peraltro presenta un castello accusatorio illogico e carente totalmente sotto il profilo probatorio ed una anomalia nella tempistica del deposito degli atti molto grave e animati da fiducia nei confronti della giustizia sportiva, abbiamo presentato il ricorso nelle forme e nei termini corretti al collegio di Garanzia del Coni – afferma il consiglio direttivo – . Lo stesso organo doveva entro 60 giorni fare l’udienza del processo ed emettere il dispositivo. Tempo che è già trascorso nonostante l’invio di due Pec di sollecito dell’avvocato Luca Ulivi, inoltrate dopo il decorso di tale termine alle quali non è stata data alcuna risposta».
Gli sciacalli
Ci sono società del territorio che hanno manifestato solidarietà e vicinanza allo Zambra, ma «abbiamo assistito a comportamenti di alcune altre società dove l’unica preoccupazione è apparsa quella di diffondere false notizie sugli esiti del processo in corso per sottrarre adesioni alle nostre squadre per la prossima stagione. A fronte di tutto ciò, oltre alla dolorosa preoccupazione per la squalifica dei nostri ragazzi e per l’allenatore ci è praticamente impossibile programmare la stagione, non conoscendo le sorti che ci riserverà il futuro, e siamo impossibilitati a comunicare ai genitori dei nostri atleti gli impegni per il prossimo anno».
La società conclude con un appello alla solidarietà generale «lasciando ad ognuno di voi la scelta per individuare il modo più consono per manifestare il proprio sostegno alla nostra denuncia a quella che è e rimane una grave ingiustizia subìta. Alle istituzioni chiediamo di rivolgersi nelle sedi competenti per invitare il collegio a procedere con lo svolgimento del processo che a nostro avviso restituirà ai ragazzi quanto fin qui a loro tolto».l
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
