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Il paese vuole intitolare la nuova piazza alla “sua” commerciante del cuore: si era battuta per farla realizzare
Crespina, Sabrina è morta in un incidente nel luglio 2022. La legge prevede l’intitolazione almeno 10 anni dopo il decesso ma la giunta ha chiesto la deroga alla Prefettura
CRESPINA LORENZANA. La nuova piazza è già il cuore pulsante della comunità. Sono bastati pochi mesi per spazzare via la coda di scetticismo dalle bocche (ormai minoritarie) di coloro che si sono opposti alla sua realizzazione. Ma l’agorà crespinese non ha ancora un nome. E allora ecco l’idea, condivisa, che ora deve soltanto (si fa per dire, vista la capacità che ha la burocrazia di inghiottire progetti e proposte), superare l’ultimo ostacolo.
Di sicuro c’è che una comunità intera vuole rendere omaggio alla memoria di una donna che ne è stata protagonista, fino a quel maledetto 28 luglio 2022. Sabrina Mancini si era concessa una mini-vacanza insieme al marito Luca Melani. Avevano scelto di trascorrere qualche giorno in Val d’Orcia. Ma la spensieratezza fu spazzata via per sempre quando un’auto travolse e uccise Sabrina, mentre si trovava in bici, accanto a suo marito. La commerciante, madre di due figli, titolare insieme alla sorella Serena del negozio di alimentari “Primizie e Delizie”, aveva soltanto 51 anni.
Dolce, sempre sorridente, molto affiatata con il suo Luca, si era battuta per la realizzazione della nuova piazza, a poche decine di metri dal suo negozio di alimentari che era un punto di riferimento per il paese.
L’idea di intitolarle la piazza nasce proprio da qui.
Quando il paese si era spaccato sul destino di quell’area, lei non aveva tenuto un profilo basso, come talvolta fa chi ha un’attività e non vuole entrare in discussioni che possono portare a incrinare rapporti con i clienti. Si era esposta, come racconta il sindaco Thomas D’Addona: «In quell’area c’era la vecchia scuola, chiusa ormai da quindici anni. Un immobile privo di pregio e in pessime condizioni. Era veramente impensabile il suo recupero. Ma fu comunque promossa una petizione per “salvarla”, inserendo questo obiettivo in un documento insieme a una serie di “punti” che riguardavano il decoro. Un’iniziativa che trovò sponda politica nell’opposizione» e che portò sulla scrivania di D’Addona alcune centinaia di firme.
Sabrina non rimase a guardare. Fu proprio lei a promuovere la contro-petizione che prevedeva la realizzazione della nuova piazza: «Non solo, raccoglieva le firme proprio nel suo negozio». Risultato: un “pacco”, con altre centinaia di firme, ma con obiettivo opposto, recapito in municipio. «Noi decidemmo di congelare la questione – racconta D’Addona – e di inserire la realizzazione della nuova piazza – con la demolizione dell’ex scuola – nel programma elettorale, visto che l’anno successivo, nel 2019, si andava al voto. In questo modo sarebbero stati i cittadini a decidere». Con la rielezione di D’Addona, partì l’iter per un intervento che si è concluso (con un investimento di 450mila euro) nel dicembre scorso. E proprio nell’ambito dell’inaugurazione, che si è trasformata in una festa per tutta la comunità, il pensiero di tanti, a cominciare dal sindaco, era andato proprio Sabrina: «Perché ci manca tanto, a tutti. Era una donna eccezionale e una commerciante che con la sua attività rappresentava un punto di riferimento per i paesani».
Da quel giorno ha iniziato a maturare l’idea di intitolarle quella piazza che lei aveva fortemente voluto più di altri, «perché aveva capito che avrebbe potuto avere un ruolo centrale per la comunità - come poi è accaduto - come fulcro di iniziative e centro di ritrovo».
Una proposta che in seguito è stata messa nero su bianco anche da un gruppo di cittadini, che hanno scritto una lettera a D’Addona per chiamare “Piazza Sabrina Mancini” l’area che si trova all’incrocio tra via XXI Aprile e via Roma.
Una proposta che è stata formalizzata dalla giunta in memoria «di una persona – scrive la giunta – conosciuta e apprezzata per le sue qualità umane, persona mite, sorridente, con un’inclinazione naturale ad aiutare le persone anziane e sole, per le quali, lei e il suo negozio, costituivano un sicuro punto di riferimento».
Ma per farlo, il Comune di Crespina Lorenzana ha chiesto (ed è in attesa della risposta) una deroga alla prefettura, perché la legge prevede che per l’intitolazione di aree pubbliche devono trascorrere almeno 10 anni dal decesso: «Dedicare questa area alla memoria di Sabrina Mancini – sottolinea la giunta – esaudirebbe un desiderio della comunità crespinese».
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